Agricoltura: cosa chiedono i gilet arancioni. LA SCHEDA

Risorse per far fronte alle calamità atmosferiche e al batterio Xylella, più finanziamenti per le attività produttive e riforma del Piano di sviluppo rurale e della Politica agricola comune. I punti cardine della protesta degli agricoltori pugliesi

La protesta dei gilet arancioni a Bari

Risorse per tutelare gli agricoltori della Puglia dalle calamità atmosferiche e da Xylella, più finanziamenti per le attività di coltivazione e revisione della Pac (Politica agricola comune). Sono queste le principali richieste che i gilet arancioni hanno chiesto oggi a Bari nel corso di una partecipata protesta al governo e alle istituzioni locali.

Calamità atmosferiche

La gelata di marzo 2018 ha danneggiato non meno di 90.000 ettari nell’areale delle province di Bari-Bat e Foggia. Per molti di questi ettari olivicoli, nel 2018, non si è ottenuta alcuna produzione. Si tratta di una situazione disastrosa, da profili negativi epocali che rischiano di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese già colpito fortemente dalla xylella. A questo proposito i gilet arancioni chiedono al Mipaaf l’immediato riconoscimento della declaratoria di calamità atmosferica.

Maggiori risorse

I gilet arancioni chiedono poi una dotazione di 100 milioni di euro per compensare la produzione lorda vendibile persa e di adottare una nuova norma che tuteli i lavoratori attraverso la conferma delle giornate dell’anno precedente nei territori colpiti da calamità ufficialmente riconosciute. Inoltre, la defiscalizzazione dei tributi e degli oneri previdenziali per i frantoi, cooperative agricole di trasformazione e frantoi aziendali. Blocco delle rate di mutuo per i frantoi, cooperative agricole di trasformazione e frantoi aziendali e l’apertura di un tavolo tecnico dedicato alla crisi dei frantoi con individuazione di idonee misure. Alla Regione Puglia si chiede la dotazione di 5 milioni di euro per i danni dalla gelata e di rispondere con decisioni inequivocabili, alla questione siccità 2017.

Xylella

Per i gilet arancioni è indispensabile individuare una autorità unica di gestione e coordinamento di tutti gli interventi. “Nel contesto xylella il ruolo delle Organizzazioni di Produttori Olivicoli (OP) è assolutamente nullo – spiegano i ‘gilet arancioni’ – tutto ciò è intollerabile. Bisogna individuare un ruolo preminente delle OP nella gestione di tutte le fase relative alla xylella: dal monitoraggio, alla formazione, all’informazione ed all’assistenza tecnica. Inoltre, si chiede l’approvazione di una norma che permetta l’eradicazione delle piante irrimediabilmente attaccate dal batterio”.

Psr Puglia

Il Piano di Sviluppo Rurale secondo i ‘gilet arancioni’, per quel che riguarda le misure strutturali ad investimento, “è un addensato di inefficienze e di decisioni mai prese. Bisogna fare delle scelte precise che siano a favore, principalmente e quasi esclusivamente, degli agricoltori”. Tra le altre richieste alla Regione Puglia si chiede di “effettuare una revisione delle risorse residue sul PSR per destinarle, principalmente e quasi esclusivamente, alle misure che finanziano gli investimenti delle aziende agricole e delle cooperative agricole”.

Riforma Pac

A fronte del fatto che “sono stati incrementati gli aiuti a colture come il riso, è stata concessa l’elemosina di 20 euro per ettaro per il grano duro, e nulla è stato concesso per una coltura fondamentale e che alimenta molto occupazione come l’olivo” i gilet arancioni chiedono alla Regione Puglia di “attivare una task force di studio, di approfondimento e di proposte sulla riforma della Pac nella quale le organizzazioni del settore abbiano un ruolo preminente”.