Giffoni Experience, conclusa l’edizione 2019

Il 27 luglio l'ultima giornata del festival cinematografico. I film vincitori hanno raccontato storie di coraggio e di riscatto con grande spazio all’immaginazione. E all'ambiente

Immagine dei giovani partecipanti al Giffoni 2019

di GIUSEPPINA LETTERIELLO E ROCCO TASSO

La 49esima edizione di ‘Giffoni Experience’ si è conclusa il 27 luglio con la premiazione di sei bellissimi lungometraggi e la consegna dei Gryphon Award 2019. I film vincitori hanno raccontato storie di coraggio e di riscatto con grande spazio all’immaginazione. È il coraggio di ‘Rocca changes the world’ di Katja Benrath (Germania, 2019), distribuzione internazionale Beta Cinema, ad aver stregato gli Elements +6. Non hanno avuto dubbi sulla scelta del vincitore gli Elements +10 la cui scelta è ricaduta su ‘Teacher’ di Siddharth Malhotra (India, 2018), distribuzione internazionale Yash Raj Films. I Generator +13, invece, hanno incoronato ‘Blinded by the light’ di Gurinder Chadha (UK/Regno Unito). Il lungometraggio, sarà nelle sale italiane a partire dal 29 agosto distribuito in Italia da Warner Bros. A prediligere ‘Giant little ones’ di Keith Behrman (Canada, 2018), distribuzione internazionale Mongrel International, invece, sono stati i Generator +16. A metà tra immaginazione e realtà l’opera scelta dai Generator +18, ‘The place of no words’ di Mark Webber (USA, 2019), distribuzione internazionale Wide Awake Cinema. Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è ‘In the name of your daughter’ di Giselle Portenier (Canada/Tanzania/Regno Unito, 2018), distribuzione internazionale DR TV.

Le novità di questa edizione

Molte le novità per il cinquantennale, lanciate durante la conferenza di chiusura dal direttore Claudio Gubitosi. La principale riguarda il nome della manifestazione che della prossima edizione cambierà da Experience a Opportunity, per rimarcare l’incremento delle opportunità lavorative e formative che il Festival offrirà nella prossima e nelle future edizioni.

Nella cerimonia di chiusura il presidente del Festival Gubitosi ha dichiarato: “Presto incontrerò il presidente della Regione, De Luca, perché Giffoni è un orgoglio nazionale ma è anche un super orgoglio campano. Inviteremo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo faremo a modo nostro, chiedendogli di ricevere una delegazione di ragazzi. E poi andrò a Bruxelles perché possa esserci il Commissario Europeo alla Cultura insieme al presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli”. Una parata di stelle? Gubitosi pensa a ritorni di grandissimo prestigio: “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di far tornare per il cinquantenario del Festival i grandi talenti che hanno segnato la storia di Giffoni, uno al giorno insieme a uno giovane. Penso a Meryl Streep e a Roberto Benigni. Vedremo di convincere Robert De Niro che è stato da noi nel 1983”. Ancora qualche novità: “Senza dubbio – ha continuato – avremo più giurati. Il minimo è averne 6500. E quindi dovremo avere una nuova sala temporanea. E dovremo mettere in campo nuove Masterclass”.

I temi ambientali

Per quanto riguarda i temi ambientali va ricordato che anche quest’anno si è tenuta la Masterclass ECO sotto la direzione di Aldo Padovano, Fondatore del Campania Eco festival. Questa edizione della Masterclass ECO è stata presentata e condotta dal giornalista Luca Pagliari il quale ha deciso di chiudere le attività con il suo film su Angelo Vassallo: il sindaco pescatore ucciso nel 2010, diventato simbolo ed esempio per una intera comunità.

Abbiamo chiesto a Luca Pagliari il suo feedback con i ragazzi della Masterclass. “A Giffoni, a differenza di tante campagne che seguo dove hai la sindrome dell’addio, succede una cosa bellissima, che la tua masterclass cammina insieme a te, è un percorso condiviso di una settimana durante la quale ci si rende conto che le conoscenze in merito a certi temi si fanno più approfondite – ha dichiarato -. Ci si rende conto anche di quanto sia importante, oggi, vivere di progetti e non di singoli eventi. La masterclass è un progetto, un cammino condiviso, che ti porta a conoscere ragazzi i quali mi hanno fatto scoprire che anche nei giovanissimi è diffusa la sensibilità e la conoscenza verso le tematiche ambientali. I ragazzi hanno bisogno di concretezza e di risposte e hanno bisogno di essere guidati. Greta è un fenomeno importante ma è un terrazzo che si affaccia sul nulla se non viene concretizzato. Non andare a scuola per fare sciopero è un gesto forte, i ragazzi devono riappropriarsi un po’ di certe parole e io spero molto presto che lo sciopero ahimè indirizzato contro il nulla, perché scioperare per un futuro migliore significa che i primi che scendono a fianco a te sono quelli che vogliono speculare”. “I miei progetti futuri parlano di riciclo e riutilizzo delle parole perché mi occupo di bullismo e cyberbullismo – ha poi spiegato – Ho anche molti progetti sull’ambiente, uno di questi è sdoganare la figura dei supereroi che sono quelli che hanno privato le gambe e fanno la maratona di New York , oppure non sono vedenti e fanno surf…io sento il bisogno di applicare un’altra regola che è quella degli eroi normali e quindi sto progettando una campagna dove l’eroe è un ragazzino che vede una bottiglia a terra, la raccoglie e la conferisce, è un’eroe 6.0. Ho bisogno di trasferire a livello di comunicazione un concetto di normalità, non c’è bisogno di imprese impossibili ma di trovare la voglia e la motivazione per fare quei 3 metri per buttare la bottiglia”.

L’appuntamento è per la prossima edizione.

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