mercoledì 25 Novembre 2020

Gestione forestale. L’intervista ad Alessandra Stefani

Dal mensile di novembre – «Il lavoro per i decreti attuativi del Testo unico delle foreste procede alacremente. Due sono già stati pubblicati in Gazzetta ufficiale, un terzo è in attesa di pubblicazione. Un quarto è al ministero dell’Ambiente per il concerto. Altri due importantissimi – viabilità e pianificazione forestale – hanno avuto il concerto dei due ministeri competenti e vanno ora in Conferenza Stato Regioni per l’intesa». Alessandra Stefani, alla guida della direzione generale Economia montana e foreste del Mipaaf, ci aiuta a fare il punto sui processi normativi che riguardano i nostri boschi.

Uno dei problemi nella gestione forestale, che il Testo unico punta a risolvere, è il diverso approccio delle Regioni. Qual è oggi la situazione?
Il percorso è in itinere. Alcuni atti delle Regioni in questi mesi sono già allineati al Testo unico, altri attendono alcuni decreti attuativi, in particolare sulla Strategia nazionale forestale e sulla pianificazione forestale, relativi cioè ai processi che individuano nel concreto, sui territori, i metodi per raggiungere gli obiettivi. Quanto ai decreti, mi preme evidenziare una rilevante innovazione di metodo: la creazione di gruppi di lavoro fra ricercatori, professionisti e personale delle Regioni. Giudicata foriera di appesantimenti dell’iter, la discussione preventiva ha invece agevolato concerti e intese.

A proposito di Strategia forestale nazionale, a che punto siamo?
Nella revisione della prima bozza, avviata dopo la consultazione pubblica, oltre alle novità legate alle 350 osservazioni ricevute sarà necessario prendere atto della “Strategia europea per la biodiversità 2030” e dei principi guida del Recovery fund, in cui è ben presente il tema della biodiversità, ritenuto fra quelli fondanti per la rinascita europea.

Che ruolo potrà avere il nostro patrimonio forestale nel raggiungimento degli obiettivi del Green deal europeo e nel Recovery plan nazionale?
 Un ruolo centrale e strategico. Perché gli obiettivi fissati dall’Unione europea chiedono di impiegare risorse straordinarie per una autentica svolta verso la sostenibilità, la bioeconomia circolare, la creazione di posti di lavoro nuovi e autenticamente green. Per ognuna delle diverse filiere forestali sono innumerevoli i posti di lavoro che si creeranno. Ed è per questo che fondamentale sarà l’opera di formazione professionale e il recupero delle tradizioni che potranno contribuire anche a invertire la tendenza alla concentrazione nelle aree urbane.

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