“La ricostruzione a Genova sia occasione di innovazione”

Mobilità, macerie, legalità e salute di cittadini e lavoratori. I temi che Legambiente propone di mettere al centro del decreto legge che il Parlamento sta discutendo per la città ligure ICONA recensioni Le modifiche al dl 109/2018 suggerite da Legambiente ICONA recensioni Legge di bilancio, le proposte di Legambiente ICONA recensioni Rispunta il condono ad Ischia

Genova

di MARIA MARANO’ *

Il decreto legge che dovrà garantire la ricostruzione del ponte Morandi e aiutare la città di Genova non è all’altezza della sfida. In questi giorni è in discussione alla Camera dei Deputati, ed è bene che i parlamentari ascoltino e valutino con attenzione le proposte di modifica che stanno arrivando dagli sfollati, dalle forze sociali e dell’associazionismo, perché il testo può essere migliorato. Legambiente sente la responsabilità di dare il proprio contributo, perché non si tratta “solo” di ricostruire un ponte nevralgico per la città. La tragedia del crollo del ponte Morandi ha avuto conseguenze pesanti su molte famiglie che hanno dovuto lasciare la loro casa, sui lavoratori e le aziende della Val Polcevera, sulle tante piccole imprese familiari che rischiano di chiudere senza sufficienti aiuti. Nel decreto però sembra che il problema sia stato rimosso. Dal testo non è dato sapere come aiutare i lavoratori che hanno perso il lavoro. Non è dato sapere cosa succederà agli edifici e ai capannoni e quali saranno abbattuti, se ed eventualmente dove e come saranno ricostruiti, chi dovrà occuparsene e chi dovrà farsi carico dei costi. Ci chiediamo: chi progetterà gli abbattimenti, la dislocazione degli immobili, le eventuali ricostruzioni? Chi e come realizzerà la riqualificazione urbana dell’area del Polcevera? Non si può rimandare ad un altro decreto, Genova e i suoi cittadini non possono più aspettare, hanno diritto di tornare alla normalità.

Anche se con ritardo, è positivo che il Governo abbia nominato Commissario alla ricostruzione il sindaco della città nonché sindaco metropolitano, perché ciò faciliterà il coordinamento con la pianificazione ordinaria nei vari settori interessati, a partire dai trasporti e dalla riqualificazione urbana, e tenere maggiormente in conto i fabbisogni dei cittadini e della città.

Ci preoccupa però molto la genericità dei compiti che il decreto affida al Commissario. Da una parte gli conferisce poteri assoluti, con la possibilità di andare in deroga a tutte le leggi escluse quelle penali, dall’altra non fornisce risorse sufficienti e indirizzi precisi affinché le scelte che farà il Commissario, sostenute da risorse pubbliche, siano guidate da una logica di miglioramento della qualità della vita e di innovazione: nelle attività di demolizione e ricostruzione degli edifici, nella necessaria riqualificazione urbana dell’area colpita. E ancora, nessun cenno si trova sui controlli ambientali per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori, considerata l’enorme produzione e movimentazione delle polveri provenienti dai numerosi cantieri e dalla modificazione della viabilità. Né sono previsti luoghi di confronto e partecipazione dei cittadini, perché possano rappresentare esigenze e proposte, oltre che essere un antidoto ai rischi di illegalità.

Ciò che chiediamo è che la ricostruzione sia un’occasione non solo per ricostruire bene, presto garantendo legalità e trasparenza ma anche per fare scelte innovative e sostenibili a partire dalla mobilità.

* Segreteria nazionale di Legambiente