Fridays for Future, Legambiente in piazza contro la crisi climatica

Per il Global Strike di oggi l’associazione lancia la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo

Global Strike Roma

Legambiente scende oggi nelle maggiori piazze italiane per il Global Strike – Fridays for Future. L’associazione ambientalista rafforza il proprio impegno per combattere la crisi climatica con la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto. Ma #ChangeClimateChange è soprattutto uno strumento aperto ai cittadini, uno spazio di confronto e di incontro, dove approfondire cause e soluzioni, denunciare i nemici del clima e valorizzare le tante esperienze positive già presenti in Italia.

Changeclimatechange.it arriva online alla vigilia del terzo sciopero globale per il clima capitanato da Greta Thunberg e che vedrà anche questa volta i giovani di Legambiente manifestare in centinaia di città mobilitate per il #FridaysForFuture. Legambiente ha, inoltre, organizzato eventi in tutta Italia e anche ad alta quota: le iniziative di punta si svolgeranno sulle Alpi dove sono in programma i ‘Requiem per un ghiacciaio’ per denunciare il precario stato di salute dei ghiacciai, in particolare in Valle D’Aosta con la veglia funebre per il ghiacciaio del Lys. La campagna #ChangeClimateChange è stata ideata grazie alla collaborazione con Serviceplan Group: le due realtà saranno insieme lungo il 2020 con diverse attivazioni sul territorio e operazioni digitali collegate alla piattaforma changeclimatechange.it.

“Come ci ricorda costantemente Greta Thunberg non c’è davvero più tempo da perdere se vogliamo invertire la rotta e fermare la crisi climatica – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Changeclimatechange nasce per questo: invertire gli effetti di questa emergenza, mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici. Un luogo dove informarsi, attivarsi e mobilitarsi da subito anche nel proprio quotidiano perché solo

Legambiente ricorda, infatti, che la crisi climatica in atto e i rischi a essa legati riguardano tutti noi. Secondo i dati elaborati dall’associazione – e presenti sulla mappa CittàClima.it – sono 545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 ad oggi (aggiornamento al 24 settembre 2019). In particolare sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi. Non va dimenticato, infatti, che in Italia, oltre 7,5 milioni di persone vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico elevato: un problema che interessa circa 7.275 comuni.

Conoscere il cambiamento climatico e comprenderne cause ed effetti è il primo passo per agire. La piattaforma changeclimatechange.it presenta per questo un’ampia sezione di approfondimento (anche con contributi multimediali) che analizza i settori maggiormente impattanti e climalteranti: l’energia, per un’uscita dalle fonti fossili e un futuro finalmente 100% rinnovabile; l’efficienza e la rigenerazione delle città; per promuovere una mobilità a zero emissioni; cibo sano, giusto, equo e sostenibile e infine il tema dell’emergenza e del rischio.

Su Change Climate Change si identificano anche i principali nemici del clima, ancora troppi e difficili da cacciare: le aziende, le infrastrutture, centrali che contribuiscono in maniera drammatica al cambiamento climatico e all’inquinamento locale e che poco o nulla stanno facendo per invertire la rotta. Tra questi Eni, il più grande gruppo industriale italiano, controllato dallo Stato, è titolare di attività esplorative in 67 paesi del mondo dove continua non solo a trivellare per estrarre petrolio e gas ma anche ad espandere i territori di sfruttamento creando non solo problemi ambientali ma anche sociali; Edison altra azienda attiva nel settore energetico che nel 2018, per tutta la produzione, ha usufruito dell’esenzione dal pagamento di royalties per il 50% del gas estratto oltre a quella del 6% sul petrolio. Ancora, Taranto, capitale d’Italia delle emissioni di gas serra: sono oltre 12 milioni le tonnellate di CO2 emesse in un anno, principalmente a causa del polo dell’Ilva. Ma c’è anche la società JBS, conosciuta in Italia come Rigamonti, l’azienda brasiliana più grande al mondo nella produzione intensiva di carne: a dimostrazione che anche cibo (e agricoltura) possono contribuire alla crisi climatica. Spazio poi a tanti altri impianti e infrastrutture locali segnalati dai cittadini per l’inquinamento prodotto sui territori.

Associazioni, comitati e cittadini potranno essere protagonisti della denuncia, segnalando a Legambiente i “nemici del clima” presenti nella propria città e nei propri territori per realizzare così una mappa interattiva che supporti l’azione di mobilitazione e di protesta. La piattaforma sarà anche un collettore di eventi con le maggiori iniziative promosse in tutta Italia, non solo di Legambiente ma aperto a tutte le associazioni, realtà territoriali, scuole e cittadini che vorranno promuovere momenti di confronto e approfondimento. Tutti gli eventi di questo week-end sono disponibili su http://www.changeclimatechange.it