Fossili, dal 2021 stop ai finanziamenti dalla Bei

La Banca europea per gli investimenti lo ha comunicato il 14 novembre. Ma i tagli non riguarderanno i progetti già autorizzati dalla Commissione Ue, tra cui i gasdotti Tap e Poseidon / #NOOIL, IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE / Fossili, le istituzioni religiose scelgono il disinvestimento / TAP, in Salento la mega talpa che scaverà il tunnel del gasdotto

L'immagine di un impianto di perforazione off shore

Stop ai finanziamenti per progetti legati a combustibili fossili entro la fine del 2021. La decisione è stata presa dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), che ne ha dato l’annuncio il 14 novembre tramite il suo vice presidente Andrew McDowell.

Si tratta di un’altra importante azione in direzione della sostenibilità energetica per la Bei che in passato aveva già tagliato i finanziamenti al carbone e che nei prossimi anni si appresterà a fare lo stesso con il gas naturale. Una svolta verde testimoniata anche da investimenti per mille miliardi di euro che la Banca farà tra il 2021 e il 2030 per sostenere iniziative sul clima. Cifre che andranno ad aggiungersi agli oltre 65 miliardi per “fonti rinnovabili, efficienza energetica e distribuzione” stanziati negli ultimi cinque anni. Altro obiettivo della Bei, entro il 2025, sarà portare al 50% la quota di finanziamenti dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e finanziare fino a una quota del 75% i progetti finalizzati alla transizione energetica in 10 Paesi della Ue. I beneficiari saranno nazioni come la Polonia che hanno difficoltà a mettere in pratica la transizione energetica.

La decisione raggiunta dalla Bei è stata particolarmente travagliata. La proposta iniziale di anticipare al 2020 lo stop ai finanziamenti delle fossili era stata bloccata nelle settimane scorse da diversi Paesi, tra cui Germania e Italia, che hanno provato a difendere gli investimenti sul gas. A opporsi erano state anche Polonia, Romania e Ungheria. Mentre da subito hanno espresso il loro parere favorevole Francia, Olanda e Regno Unito. Le trattative delle ultime settimane hanno portato a quest’ultimo accordo che partirà dunque dal 2021. Restano invece fuori dall’intesa i progetti che erano già stati autorizzati dalla Commissione Ue, tra cui i gasdotti Tap e Poseidon.