Forum mondiale dell’acqua: dal 2010 quasi due miliardi di persone in condizioni di scarsità idrica

Presentato il Rapporto mondiale Onu, in occasione del World Water Forum a Brasilia. Accesso limitato all’acqua e calo delle risorse idriche a partire dal 2050. Soluzioni basate sulla natura per affrontare il problema

immagine di un rubinetto da cui non esce acqua

Oltre 10 capi di Stato, amministratori delegati di aziende e rappresentanti di organizzazioni internazionali sono riuniti dal 18 al 23 marzo a Brasilia per l’ottavo Forum mondiale dell’acqua. L’incontro si svolge con cadenza triennale, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della carenza idrica, creando consapevolezza del problema e proponendo soluzioni sostenibili.

E insieme all’apertura del Forum sono arrivati i primi dati del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sulle risorse idriche 2018. Dal 2010 circa 1,9 miliardi di persone (il 27% della popolazione mondiale) vivono in aree con potenziale scarsità idrica grave. Tra questi, circa il 73% vive in Asia. Per il futuro, è previsto un notevole incremento dei prelievi di acque sotterranee, fino a 1.100 km3 all’anno, un aumento del 39% rispetto ai livelli attuali, a partire dal 2050. Crescita della popolazione, sviluppo economico e cambiamento del modello dei consumi sono infatti alla base dell’aumento del consumo dell’acqua. La domanda globale di acqua ha raggiunto circa i 4.600 km3 e dovrebbe aumentare del 20-30% entro il 2050.

La qualità dell’acqua è tra i dati più allarmanti. Si calcola che circa l’80% delle acque reflue industriali e comunali venga immesso nell’ambiente senza previo trattamento, con un ulteriore peggioramento della qualità generale dell’acqua e con gravi conseguenze sulla salute umana e sugli ecosistemi. Da considerarsi, inoltre, eventi estremi come inondazioni e siccità, che provocano perdite economiche a livello mondiale che superano i 40 miliardi di dollari all’anno.

La fondazione e organizzazione del forum si deve al Consiglio mondiale dell’acqua, organizzazione internazionale nata nel 1996 con sede a Marsiglia in Francia. Il suo svolgimento coincide con le celebrazioni della Giornata mondiale dell’acqua, il prossimo 22 marzo. Alla tutela di questo bene essenziale si pongono le soluzioni del report dell’Onu. Parola chiave: soluzioni basate sulla natura, Nature based solutions (Nbs). Secondo la definizione del report, le Nbs «intervengono principalmente sulla fornitura di acqua attraverso la gestione di precipitazioni, umidità, stoccaggio di acqua, infiltrazione e trasmissione, in modo da apportare miglioramenti ai luoghi, alla tempistica e alla quantità di acqua disponibile per le necessità dell’uomo». Si tratta quindi di soluzioni che mettono in moto l’economia circolare attraverso il riutilizzo, il riciclo e la promozione dei concetti di crescita verde e di economia verde.

La necessità di intraprendere percorsi innovativi per la gestione dell’acqua è stata sottolineata anche dalla direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, alla sua prima visita in America Latina. «Abbiamo bisogno di nuove soluzioni nella gestione delle risorse idriche, in conseguenza delle sfide emergenti causate dalla crescita della popolazione e dal cambiamento climatico.» Parole confermate anche dal presidente del fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, Gilbert Houngbo. E ha concluso Azoulay: «È un compito da assolvere insieme, responsabilmente, per evitare i conflitti correlati all’acqua».