Foreste d’Islanda

Con il progetto “Afforesting Iceland” per la riforestazione dell’isola l’obiettivo è quello di aumentare le aree verdi fino al 12% entro il 2100.

immagine di un paesaggio islandese senza alberi

L’Islanda che ora ci appare in tutta la sua bellezza algida ma con un paesaggio brullo e arido, in origine era un’esplosione di verde. Accadde nel lontano IX sec. d.C, quando l’insediamento umano fece precipitare le aree boschive dal 40 a solo il 2% della superficie dell’isola. C’erano intere distese di betulle (Betula pubescens) e, prima delle glaciazioni, foreste boreali di ontano, pino e abete rosso, poi soppiantate da coltivazioni di fieno e orzo, e dalla creazione di aree di pascolo.
Ma non tutto è perduto. Il Servizio forestale islandese, supportato dal governo e in collaborazione con il programma europeo “Euforgen” (European forest genetic resources programme) ha lanciato il progetto “Afforesting Iceland” per la riforestazione dell’isola. Un programma che si trova di fronte un primo grande ostacolo: i cambiamenti climatici, che hanno reso impossibile l’attecchimento delle specie autoctone come la betulla. E hanno portato il Servizio forestale a puntare su nuove specie provenienti dall’Alaska, come pini, larici, abeti rossi. L’obiettivo è quello di aumentare le aree verdi fino al 12% entro il 2100. Una sfida necessaria per diminuire le emissioni di CO2 ma soprattutto per arginare la desertificazione e l’erosione di suolo.