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Foreste, un patrimonio di 11 milioni di ettari da tutelare

Con un’estensione pari a un terzo dell’intero territorio nazionale le foreste rappresentano l’infrastruttura verde più importante d’Italia, una straordinaria ricchezza ambientale e naturalistica. Che però non viene difesa e valorizzata ancora a sufficienza. Analisi delle criticità e proposte dal Forum “La bieconomia delle foreste” di Legambiente / Scarica il nuovo Report Foreste 2021

“La bioeconomia delle foreste: conservare, ricostruire, rigenerare” è il titolo del IV Forum nazionale organizzato da Legambiente e che si tiene oggi a Roma. Il Forum è incentrato sulla necessità per l’Italia di dotarsi di una strategia efficace per proteggere e valorizzare gli ecosistemi forestali. Due, in particolare, i temi al centro del tavolo: il ruolo strategico che nuove foreste (urbane e non) possono ricoprire nel contrasto alla crisi climatica, anche alla luce degli impegni declamati alla Cop26 di Glasgow su nuove piantumazioni e inversione della deforestazione globale entro il 2030, e una gestione forestale sostenibile che tenga conto della multifunzionalità del nostro patrimonio naturale. Il forum è inoltre occasione per presentare il nuovo Report Foreste 2021 elaborato dall’associazione che lancia una serie di proposte.

RIVEDI IL IV FORUM “LA BIOECONOMIA DELLE FORESTE”

Foreste, 11 milioni di ettari in Italia

Con i loro quasi 11 milioni di ettari, pari a un terzo dell’intero territorio nazionale, rappresentano l’infrastruttura verde più importante d’Italia, una straordinaria ricchezza ambientale e naturalistica che cresce in termini di superficie occupata e valore ecologico: eppure, scarsa consapevolezza sociale, inadeguato utilizzo delle risorse e abbandono colturale mettono costantemente a rischio i nostri boschi ed ecosistemi forestali. Lo dimostrano gli incendi che nella sola estate 2021 (dati parziali e non ancora ufficiali) hanno mandato in fumo oltre 158 mila ettari di territorio boscato in una delle peggiori stagioni degli ultimi decenni, con ben l’87% dei roghi concentrato in tre regioni, Sicilia, Sardegna e Calabria: soltanto uno dei fenomeni più evidenti che compromettono le funzionalità strategiche del patrimonio forestale italiano nel tutelare la salute umana e salvaguardare territori sempre più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico.

Si tratta dunque, purtroppo, di un tesoro sottostimato. Un’analisi dei dati dell’ultimo Inventario Forestale Nazionale evidenzia come negli ultimi dieci anni la superficie boschiva in Italia sia aumentata di circa 587 mila ettari, e oggi ammonti a oltre 11 milioni di ettari, così come l’anidride carbonica assorbita dalle nostre foreste che ha visto un incremento di 290 milioni di tonnellate. Ma i nuovi Forest Reference Levels adottati dalla Commissione Europea prevedono che, mantenendo invariate le attuali modalità di gestione forestale (età e intensità dei tagli, modalità di rinnovazione della foresta, specie prelevate, etc.), tra il 2021 e il 2025 la quantità di CO2 assorbita nelle foreste e nei prodotti legnosi in Italia si ridurrà di circa il 7% rispetto al periodo di riferimento 2000-2009.

Rigenerare le foreste, le proposte di Legambiente

Per conservare, ricostruire e rigenerare le foreste d’Italia, Legambiente ha elaborato dieci proposte che individuano altrettante priorità: mantenere gli ecosistemi sani e le foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change; incrementare il territorio protetto e creare la rete nazionale delle foreste primarie e vetuste; realizzare un sistema di monitoraggio, ricerca e conoscenza degli ecosistemi forestali; prevenire i rischi naturali e ridurre le minacce per le foreste; creare foreste urbane per rigenerare le città e combattere la crisi climatica; garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale; realizzare il Cluster del Legno nazionale per sostenere il Made in Italy e supportare le filiere forestali locali sostenibili; aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e l’uso a cascata ai fini energetici; sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi; contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale.

Il ruolo delle città

In questo scenario, a giocare un ruolo strategico saranno anche e soprattutto le città, dove gli alberi risultano fondamentali per incrementare la permeabilizzazione del suolo, dare rifugio alla fauna, trattenere gli inquinanti atmosferici, attutire i rumori e stemperare gli effetti termici, riducendo l’effetto “isola di calore”. Nonostante queste evidenze, le aree verdi presenti nelle zone costruite nel nostro Paese rappresentano appena il 7,8% (dati MIPAAF) e gli ultimi dati Istat sul verde pubblico in Italia rivelano una sostanziale stasi dei suoi valori d’incidenza nei Comuni capoluoghi di provincia, con una media nazionale che si attesta intorno al 3%. Appena 8 su 109 (il 7%) i capoluoghi italiani che dichiarano di avere elaborato un Piano del verde, come emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2021 di Legambiente. L’associazione osserva come la corretta pianificazione e gestione del verde pubblico in Italia rimanga ancora troppo spesso sottovalutata, complici una scarsa conoscenza del patrimonio arboreo, una sottovalutazione delle specie piantate e una gestione delle alberature fatta senza criteri selvicolturali e senza l’ausilio di tecnici esperti.

La filiera foresta-legno italiana

Guardando, invece, alla filiera foresta-legno italiana – cui il Report Foreste di Legambiente dedica un approfondimento – si evidenzia un deficit nell’integrazione e nel coordinamento dei vari segmenti che la compongono: in particolare, emerge come ben l’80% del nostro fabbisogno di prodotti legnosi venga importato dall’estero, nonostante il sistema Legno-Arredo costituisca il secondo settore dell’industria manifatturiera italiana e il settore dell’arredamento italiano sia all’avanguardia per il suo livello di circolarità legato all’alto contenuto di materiale riciclato nei propri prodotti. Basti pensare che in Italia il 95% del legno post consumo viene riciclato per produrre pannelli per l’arredo, evitando di consumare legno vergine con un risparmio di quasi due milioni di tonnellate all’anno di CO2. Una filiera del riciclo del legno post consumo che vale circa 2 miliardi di euro e oltre 11.000 posti di lavoro.

Gli incendi dell’estate 2021

Le cronache della stagione appena trascorsa mettono in luce uno scenario impressionante per numero di azioni incendiarie e superficie di territorio nazionale colpito dai roghi: degli oltre 158 mila ettari di territorio boscato devastati dagli incendi, 40 mila ricadono in aree tutelate dalla Rete Natura 2000, colpite da ben 510 roghi. Dati che solo in parte restituiscono l’entità dei danni in termini di perdita di biodiversità e beni materiali e di sacrificio di uomini e mezzi impiegati per domare le fiamme. Ma che certamente sono indice di quanto il fenomeno sia stato sottovalutato, sia sul fronte della prevenzione che su quello della repressione. Per questo, nel pieno dell’emergenza che ha investito in particolar modo il Sud della Penisola, Legambiente e Sisef hanno pubblicato un dossier e formulato delle proposte ad hoc basate su una strategia di governo integrato degli incendi.

Lotta alla deforestazione

La Commissione Europea ha deciso di limitare le importazioni di materie prime legate alla deforestazione e di rafforzare la tracciabilità dei prodotti di origine forestale immessi nel mercato europeo, tenendo fede alle richieste avanzate da oltre un milione di cittadini che si sono mobilitati lo scorso anno con #Together4Forests: la campagna, sostenuta da 160 organizzazioni (tra cui Legambiente), era stata promossa per chiedere una normativa europea che impedisse la circolazione di qualsiasi tipo di prodotto legato alla deforestazione, alla distruzione della natura e alle violazioni dei diritti umani.

Il prelievo indiscriminato di alberi dal legno pregiato è, infatti, il primo passo verso la progressiva eliminazione di intere foreste da parte di agricoltori e allevatori che intervengono per fare spazio alle coltivazioni di soia e ad allevamenti di mandrie, alimentando il commercio internazionale di legno illegale: un giro d’affari di oltre 100 miliardi di euro all’anno, quest’ultimo, che secondo l’Interpol rappresenta la seconda fonte di reddito per la criminalità organizzata mondiale dopo il traffico di stupefacenti. Tocca perciò anche al nostro Paese mettere in atto sistemi di controlli per impedire che il nostro sistema industriale venga coinvolto anche incidentalmente in fenomeni illegali di commercializzazione di prodotti che causano deforestazione.

“Il nostro patrimonio forestale ha bisogno di maggiori attenzioni, servono politiche innovative per migliorare la sua capacità di mitigare l’impatto del clima sulla biodiversità forestale. Come dimostrano i roghi dell’estate 2021, servono politiche adeguate per tutelare i boschi e le foreste, perciò basta a ritardi nell’approvazione della Strategia Forestale Nazionale – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – Allo stesso modo, se allarghiamo lo sguardo allo scenario globale, gli impegni annunciati alla Cop26 di Glasgow per invertire la deforestazione devono tradursi in una strategia integrata nel più ampio quadro di contrasto ai cambiamenti climatici. Ci conforta, in tal senso, la decisione della Commissione Europea che proprio ieri ha presentato misure per limitare l’importazione in UE di materie prime legate alla deforestazione. Non basta, invece, annunciare la generica piantagione di nuovi di alberi, ma occorre definire come e dove farla e prevedere un sistema di monitoraggio dei risultati da parte dell’opinione pubblica. Senza dimenticare che la tutela e il recupero del patrimonio forestale esistente, così come il sostegno alle comunità locali, sono urgenti tanto quanto la messa a dimora di nuove piante”.

“Ecosistemi sani e foreste resilienti aiutano a mitigare gli effetti della crisi climatica e migliorano qualità della vita e benessere dei cittadini: per il decennio 2020/30 l’Italia deve elaborare una proposta coerente con gli obiettivi europei sulla biodiversità, prevedendo ad esempio di tutelare il 30% del territorio nazionale e almeno il 10% in maniera rigida – dichiara il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – O ancora, una pianificazione strategica per aumentare il verde e ridurre le emissioni in città, responsabili di circa il 70% delle emissioni di anidride carbonica sul Pianeta. Si tratta di obiettivi d’interesse globale che recano benefici locali e che, se ben pianificati, sono senz’altro conciliabili con la missione del PNRR che dovrà sostenere innovazione tecnologica e ricerca e garantire una gestione sostenibile del nostro patrimonio forestale”.

Le buone pratiche da non disperdere

Non mancano i progetti improntati alla salvaguardia, alla gestione sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio boschivo esistente segnalati e raccontati più approfonditamente nel suo report da Legambiente. Come l’App SilvaCuore, creata da un gruppo di ricercatori dell’Università della Basilicata per segnalare potenziali siti forestali in deperimento sul territorio italiano, o il Sistema Antincendio Boschivo del Parco nazionale del Pollino, un modello virtuoso che tra 2011 e 2020 ha garantito la diminuzione di circa l’80% delle aree percorse dal fuoco nel perimetro dell’area protetta, preservando il parco anche dai devastanti roghi della stagione estiva 2021.

La campagna nazionale Mosaico Verde di AzzeroCO2

Grazie alla campagna nazionale Mosaico Verde dal 2018 vengono piantati nuovi alberi in aree urbane ed extraurbane e recuperati i boschi esistenti, coinvolgendo aziende ed enti pubblici: 267 mila gli alberi piantati a fine 2020, nonostante il lockdown e la pandemia. E ancora, il Nucleo Monitoraggio Carbonio del CREA che monitora e analizza i progetti forestali di sostenibilità che generano crediti di carbonio ed erogano, al tempo stesso, servizi ecosistemici di approvvigionamento e di regolazione, oltre che culturali. Infine, i Piani antincendio boschivo specifici di prevenzione della Regione Toscana rivolti ai comprensori più a rischio roghi e basati su dati e considerazioni che spaziano dal tipo di vegetazione locale alle statistiche degli incendi, dalla meteorologia locale alla presenza di persone e infrastrutture.

Festa dell’Albero 2021

Durante il fine settimana in cui ricorre la Giornata nazionale degli Alberi (21 novembre), Legambiente propone 500 eventi che prevedono circa 15 mila partecipanti in tutta Italia: obiettivo di quest’anno è piantumare 10 mila nuovi alberi per creare polmoni verdi in centinaia di località del Paese. Le iniziative sono organizzate nell’ambito della campagna Festa dell’Albero 2021, giunta alla sua 26esima edizione, e promossa dai Circoli di Legambiente in collaborazione con scuole, cittadini e imprese. Un piccolo tassello per contribuire al più ambizioso obiettivo del progetto europeo LifeTerra, di cui Legambiente è unico partner italiano, che punta alla messa a dimora di 500 milioni di alberi in tutta Europa entro il 2025. La campagna coinvolgerà anche il mondo dei social network, invitando quanti non potranno aderire in presenza agli eventi in programma, a celebrare gli alberi con un piccolo gesto. L’edizione di quest’anno, inoltre, vede l’adesione dei partner sostenitori Federcasse BCC e L’Angelica e del partner Mitsubishi Electric che contribuiranno a nuove piantumazioni in diverse città italiane.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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