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Fiumi e laghi da proteggere

foto fiume Citarum

Serve agire subito in difesa dei fiumi e laghi europei minacciati dall’inquinamento agricolo, industriale e domestico. La loro maggioranza continua ad avere acque al di sotto degli standard ambientali minimi previsti dalle norme comunitarie entrate in vigore nel 2000. È quanto emerge dal rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), secondo cui solo il 40% dei laghi, dei fiumi, delle acque costiere e degli estuari monitorati hanno raggiunto lo stato ecologico “buono” o “elevato” in base alla direttiva quadro sulle acque.

Di gran lunga migliore lo stato di salute dei corpi idrici sotterranei europei, come le falde acquifere. Il 92% di quelli monitorati presenta uno stato ecologico “buono” o “elevato”. La situazione italiana è peggiore. Solo il 20% dei laghi ha uno stato ecologico “buono” o “elevato” e oltre il 40% (rispetto al 3% europeo) non è nemmeno monitorato. I nostri fiumi, invece, presentano uno stato di buona salute nel 42% di quelli monitorati, ma del 16% (rispetto al 4% europeo) non si ha ancora alcuna informazione. Migliore con il 61% lo stato di salute dei corpi idrici sotterranei, per il 25% dei quali ancora non si hanno informazioni sul loro stato ecologico.

Il rapporto dell’Aea dà una valutazione aggiornata sulla stato di salute di oltre 130.000 corpi idrici superficiali e sotterranei monitorati dagli Stati membri sulla base dei dati acquisiti dagli oltre 160 piani di gestione dei bacini idrografici relativi al periodo 2010-2015. Il rapporto sarà integrato dalla comunicazione della Commissione sullo stato di applicazione della direttiva quadro sulle acque, in preparazione della consultazione pubblica prevista entro l’autunno. Il rapporto dell’Aea lancia un allarme che non può essere sottovalutato. E il processo di valutazione, che si avvierà con la consultazione pubblica, è una grande opportunità. 

Mauro Albrizio
Mauro Albrizio è responsabile dell'ufficio europeo di Legambiente a Bruxelles

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