venerdì 24 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Fiumi di errori

Il lago di Barcis, nelle Dolomiti friulane, si è riempito di ghiaia dopo la tempesta Vaia. Ma il problema non è nuovo: ha origine con la costruzione della diga e l’interruzione della continuità fluviale. Da vent’anni, il circolo Legambiente Prealpi Carniche chiede un intervento strutturale per evitare l’accumulo dei sedimenti trasportati dal torrente Cellina, in media 150.000 metri cubi all’anno. «Accettiamo che nella fase emergenziale sia utilizzato il trasporto su gomma per lo sghiaiamento, ma questa soluzione non può essere definitiva perché implica un passaggio continuo e insostenibile di camion», dichiara Mario De Biasio, membro del circolo.

«Ogni corso d’acqua dovrebbe essere gestito in base a un piano dei sedimenti, in un’ottica di bacino, in modo da facilitare il suo naturale trasporto da monte a valle o di portare via il materiale dove tende ad accumularsi, per trasferirlo dove il corso d’acqua è in erosione, a valle degli sbarramenti – spiega Francesco Comiti, docente di Sistemazioni idrauliche e forestali alla Libera Università di Bolzano – Si dovrebbe fare per esempio sul Piave, il cui alveo si è abbassato, impoverito da decenni di escavazioni. Le conseguenze si vedono a mare: ogni anno bisogna portare sabbia sulle spiagge perché manca l’apporto di sedimenti dal fiume». Non si agisce in questo senso perché mancano le misure, gli ordini di grandezza del trasporto di sedimenti e per l’assenza di coordinamento fra gli attori coinvolti nella gestione fluviale.

Vaia avrebbe potuto essere un’occasione per ripensare il rapporto con i corsi d’acqua, ma al contrario si sta mettendo in cantiere, un po’ dappertutto, il rifacimento di opere che non hanno retto all’alluvione. Si ripetono gli schemi di arginature, briglie e difese spondali. Nel solo Veneto è stato stanziato circa un miliardo di euro per gli interventi di messa in sicurezza, da spendersi in breve tempo. «Bisognerebbe invece avere modo di valutare le opere caso per caso: a volte è opportuno rifarle, in altri casi si può dare spazio al fiume, se non ci sono case o infrastrutture vicine. Ciò significa diminuire il rischio alla prossima alluvione e avere minori costi di manutenzione», prosegue Comiti. I fiumi sono fatti di acqua, sedimenti e vegetazione. «La convinzione che “pulire” gli alvei da alberi e arbusti serva sempre a diminuire il rischio idraulico è sbagliata. Si è infatti osservato che il più delle volte a provocare danni sono gli alberi che giungono dalle frane o schiantati dal vento, non quelli in alveo – spiega il professore – Se poi gli alvei sono di grandi dimensioni e senza “strozzature” eccessive (ponti con pile molto ravvicinate, nda), gli alberi non danno nessun problema. In Alto Adige esiste un piano di gestione della vegetazione ripariale basato sugli obiettivi di ogni tratto fluviale e ci sono già diversi esempi di opere costruite per bloccare i tronchi, in caso di piena. A vedersi queste briglie, simili a reti o grandi rastrelli posti trasversalmente alla corrente, non sono belle, ma a lungo andare fanno aumentare la qualità fluviale perché permettono di lasciare, a monte, boschi ripariali maturi ed erosioni spondali, senza interrompere la continuità del corso d’acqua».

Elisa Cozzarini
Laureata in Scienze Politiche a Trieste, come giornalista si occupa di ambiente, e in particolare di fiumi, da oltre dieci anni. Si dedica al racconto del territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto attraverso la scrittura, la fotografia e l'audiovisivo. Ha pubblicato diversi libri per Ediciclo/Nuovadimensione, tra cui "Radici liquide. Un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini", 2018, finalista al Premio Mario Rigoni Stern.

Articoli correlati

Al via il Global Climate Strike, insieme per il clima e l’ambiente

Migliaia di giovani in piazza sull'onda lunga dei venerdì di Greta. E parte anche Puliamo il Mondo, che sostiene a gran voce i tanti ragazzi che in tutto il mondo scioperano per chiedere ai Grandi della Terra azioni concrete per il Pianeta

Forum Acque – Conferenza finale Progetto Life ESC VisPO

Al via la prima edizione del Forum Acque in Piemonte, momento di dialogo per affrontare le sfide del futuro, rappresentate dal cambiamento climatico e dalla pressione antropica sulla risorsa idrica

Sessant’anni fa la prima Marcia per la pace

Dal numero di settembreEra il 24 settembre 1961 quando Aldo Capitini organizzò l'appuntamento intorno al quale è cresciuto il movimento nonviolento italiano. Il nostro speciale con le voci dei protagonisti di ieri e di oggi: "Un mondo diverso è sempre possibile"

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

In Italia è boom di tartarughe marine

In queste settimane la schiusa delle uova deposte nei nidi, cui segue l'ingresso dei piccoli in mare. Legambiente stima che quest'anno siano oltre 10 mila quelli con passaporto italiano

Benessere animale, le associazioni: “Etichettatura senza modifiche tradisce i consumatori”

La certificazione volontaria che deve essere votata in Conferenza Stato-Regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi Pac e Pnrr. Ma senza modifiche sarebbe solo l’ennesimo regalo agli allevamenti intensivi. L’allarme degli ambientalisti

“The denial”, lo spot di Fridays for Future in occasione del 24 settembre

Il prossimo sciopero globale del clima è annunciato da un video dal carattere metaforico. Negare la crisi climatica è come correre verso un muro
Ridimensiona font
Contrasto