Alluvione Firenze’66, il ricordo e la denuncia

Tra memoria e impegno la giornata è segnata dalle celebrazioni. Federico Gasperini direttore di Legambiente Toscana: «La città, ad oggi, con quelle quantità di pioggia, andrebbe ancora sott’acqua»
ICONA_recensioniLa testimonianza di Massimo Serafini

ICONA_recensioniSoccorso civico di Elisa Cozzarini

 

 

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Ci sono molti angeli del fango in questa giornata a Firenze. Molte persone che arrivarono in città per aiutare. Una targa commemorativa è stata posta stamattina in piazza Santa Croce, uno dei luoghi tra i più colpiti a Firenze nel giorno dell’alluvione. La messa è stata celebrata a Santa Croce con il cardinale Giuseppe Betori, che fu anche lui un angelo del fango in quei giorni. Durante il consiglio comunale il sindaco Nardella, ha iniziato la cerimonia con un pensiero alle popolazioni colpite dall’ultimo terremoto, ricordando la tragedia di cinquant’anni fa e in particolare l’opera degli angeli del fango. Il sindaco ha nominato il primo cittadino di allora, Bargellini: la sua famiglia era presente al consiglio.

Una giornata tra memoria e impegno, quella del 4 novembre, in cui si getta uno sguardo anche sull’oggi. «Firenze ad oggi, con quelle quantità di pioggia, andrebbe ancora sott’acqua – commenta il Federico Gasperini di Legambiente Firenze – , la città è ancora una città a rischio».  Il progetto Toscana Firenze 2016 che mette insieme tutti gli eventi di ricordo, commemorazione e informazione sull’alluvione del ’66 continuerà per altri 3 anni «Come Legambiente siamo coinvolti dentro il progetto Toscana-Firenze 2016.  Purtroppo ben due esercitazioni di Protezioni civile, una organizzata da noi sulla salvaguardia dei beni sono state annullate. Di fronte ad un’altra emergenza, quella del terremoto, i nostri di Legambiente Protezione civile sono tutti sul territorio».