Fiori da tutelare

Siamo primi in Europa per piante spontanee autoctone, ma molte sono a rischio. Per proteggere sette specie di fiori tipici dell’Appennino è nato il progetto “Floranet”

Ranunculus

L’Italia con 8.195 specie e sottospecie è il primo Paese in Europa e secondo in tutta l’area del Mediterraneo per numero di piante spontanee autoctone. Fra le regioni più ricche di biodiversità troviamo il Piemonte, con 3.464 specie, seguito da Toscana (3.370), Lombardia (3.272) e dall’Abruzzo (3.190), che vanta anche uno dei più rinomati centri d’eccellenza del network nazionale della biodiversità: il Centro ricerche floristiche dell’Appennino, gestito dal Parco dei Monti della Laga con l’università di Camerino, i cui ricercatori sono responsabili di nuove recenti scoperte. Tra il 2017 e il 2019, infatti, gli esperti del Centro Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti hanno descritto ben tre specie di piante spontanee finora sconosciute, endemiche di questa parte dell’Appennino: il Ranunculus giordanoi, che prende il nome dal figlio di uno dei ricercatori ed è stato dedicato a tutti i bambini di Amatrice, specie endemica dei Monti della Laga; l’Oxytropis ocrensis (o Astragalo del monte Ocre), specie endemica anch’essa, finora trovata solo sul monte omonimo, e la Cordalys densiflora, subspecie apennina, presente sui monti dell’Appennino centrale e fino al Pollino in Calabria.
Una bellissima notizia per il nostro Paese, ricchissimo di biodiversità, dove però negli ultimi anni si sono estinte ben 26 specie di piante, di cui 13 endemiche italiane. Una notizia di tale portata ha bisogno di sostegno, perché solo aggiornando le Liste Rosse della flora italiana, inserendo quindi anche queste “nuove” specie, sarà possibile tutelarle adeguatamente.
Proprio per tutelare sette specie di fiori tipici dell’Appennino abruzzese (Cypripedium calceolus, Adonis distorta, Androsace mathildae, Iris marsica, Astragalus aquilanus, Klasea lycopifolia e Jacobaea vulgaris). ormai rari e minacciati soprattutto dall’impatto del turismo, è nato nel 2016 il progetto “Floranet Life”, che coinvolge i Parchi della Majella, d’Abruzzo, Lazio e Molise e del Sirente Velino in azioni di tutela e per favorire la loro propagazione tramite raccolta dati sui popolamenti delle specie nelle aree di progetto, la predisposizione di un geodatabase da parte dell’università di Camerino e un protocollo di ricerca con l’Università di Napoli per lo svolgimento di analisi citogenetiche. Inoltre, per tutelare concretamente le specie più a rischio, sono stati predisposti appositi sentieri dove passeggiare senza danneggiare la biodiversità in tutti e tre i Parchi e installate strutture di protezione nelle stazioni della Majella e del Parco d’Abruzzo.
Il progetto ha coinvolto anche l’università della Tuscia di Viterbo e la Banca del germoplasma del Parco Majella (Majella seed bank) con il supporto dell’università degli studi dell’Aquila.

Bellezze da calendario
C’è tempo fino al 20 ottobre per partecipare al contest fotografico dedicato alla natura nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise lanciato dal progetto europeo “Life Floranet”. Una sfida a colpi di click, aperta ai fotografi professionisti e non. Le immagini dovranno ritrarre specie floristiche spontanee del Parco nazionale d’Abruzzo, catturate nel rispetto dei regolamenti vigenti e senza arrecare danni alle specie spontanee, né frequentando territori dove è interdetto l’accesso.
info www.floranetlife.it