Ferrovie dismesse, una risorsa non sfruttata

In Italia dei 7mila km abbandonati solo una piccola percentuale è stata restituita al pubblico e al territorio. Ma negli ultimi anni sono aumentati i chilometri di ferrovie turistiche riattivate

L'immagine dei binari di una ferrovia dismessa

Le ferrovie dismesse in Italia sono una risorsa in larga parte non sfruttata. Stando ai dati diffusi da AMoDo, l’Alleanza per la Mobilità Dolce che organizza dal 21 marzo al 21 giugno di quest’anno la Primavera della Mobilità Dolce, a fronte dei 7.000 km abbandonati solo una piccola percentuale è stata restituita al pubblico e al territorio.

L’offerta italiana è limitata rispetto al resto d’Europa dove si stima, che per le sole greenways nate da ex tracciati ferroviari, i km messi a disposizione del pubblico siano circa 19.000 ma, di questi, solo 800 si trovano sul nostro territorio.

Anche per le ferrovie turistiche si è da tempo aperta una nuova stagione che ha visto riportare il treno, grazie all’azione di Fondazione FS dal 2014 al 2017 che ha riaperto 600 km di “binari senza tempo” su 9 diverse linee ferroviarie turistiche, generando un’opportunità economica e sociale fatta di migliaia di utenti e un importante indotto economico.

Numeri che lasciano ben sperare che i chilometri di ferrovie turistiche riattivate continuino ad aumentare, in un Paese che ha oltre 1.600 km di ferrovie sospese, una immensa geografia ferroviaria di pregio e paesaggi da scoprire che potrebbero essere dei veri e propri volani per un turismo lento e sostenibile, anche grazie alla legge 128/2017 approvata per le Ferrovie Turistiche.