Una favola alla rovescia

“Medea per strada” è un’opera autentica, che ci porta a vedere da vicino ciò che giornalmente sfioriamo. Girando la testa

foto dello spettacolo

Come rassicurazione generale, bisogna dire che Medea per strada, a dispetto di ciò che potrebbe suggerire il titolo, non è né un esempio innocuo di teatro civile (tutto ciò che si sottrae deliberatamente al genere sarebbe incivile?) né una delle tante riscritture di un classico affrontata per disperazione creativa. Sette spettatori per volta si sistemano dentro un furgoncino bianco e scassato che attraversa una delle tante strade della prostituzione cittadina. Di lì a poco sale una donna, una ragazza molto truccata con grandi occhi chiari e una parrucca nera: nei suoi modi smisurati, porta con sé l’allegrezza triste che attacca le straniere che hanno subito una violenza e sono state costrette alla devianza, la cui vita si è ridotta, per una serie rovinosa di eventi, al grado zero dell’esistenza.

Prima di arrivare al culmine della tragedia – quando la “barbara” Medea ucciderà i bambini perché rifiutata dal suo Giasone, che qui le preferisce una “italiana” – siamo pronti a seguirla nel suo racconto roccioso e dolce. La sua è una favola capovolta dai toni spettrali: partita da una Romania povera e decaduta, finisce in Italia in un giro di prostituzione, ma è disposta ad accettare tutto pur di non perdere il padre dei suoi figli.

C’è vera tensione emotiva dentro il furgone, ed è impossibile staccare gli occhi da Elena Cotugno, l’attrice che nel suo rito di vestizione e spoliazione, nel suo flusso di parole dolorose e nelle sue risate scomposte che sembrano gridi di gabbiani mandati al macero, espone in una forma disarmata la tragedia delle donne che lavorano per strada e finiscono spesso con l’innamorarsi dei loro aguzzini, scambiando una miserevole casa per una promessa di matrimonio. Ideato e diretto da Gianpiero Borgia, scritto dalla stessa Cotugno assieme a Fabrizio Sinisi (che nella composizione drammaturgica ha tenuto presente non solo la Medea di Euripide ma anche il Tereo, opera perduta di Sofocle), frutto di un serio lavoro di documentazione fatto dalla bravissima attrice al fianco di associazioni che si occupano del fenomeno, Medea per strada è un’opera autentica, un vero e proprio rito di conoscenza che ci porta a vedere ciò che giornalmente sfioriamo, girando meccanicamente la testa. escortbayan.xxx/bursa