Fase 2: nuovo piano mobilità proposto a Milano

Potrebbe essere una vita più lenta, con nuovi orari e nuovi mezzi di trasporto. Niente più folla in metro e tram, con incentivi alla mobilità elettrica e ai servizi di quartiere / Fase 2, le proposte per la nuova mobilità di Roma

Milano, immagine del Duomo

La “Strategia di adattamento” adottata dal Comune di Milano venerdì scorso (24 aprile) e
proposta alla consultazione dei cittadini e delle parti sociali, è un esempio di preparazione alla “fase 2” per tutte le città. Le proposte riguardano la fase di “contenimento post-Covid” (che si aprirà col mese di maggio in tutta Italia) e la successiva (definita “nuovo ordinario”) per i mesi dall’estate sino alla disponibilità del vaccino di massa.

E’ un documento molto importante e molto utile, per immaginare come sarà nei prossimi mesi la vita nelle nostre città (non sarà come prima) e soprattutto per condividere e partecipare alle scelte che lo Stato e i sindaci dovranno rapidamente prendere per riorganizzare i tempi e gli spazi urbani, la scuola e i servizi, i mercati, i parchi, la ristorazione, la vita della città e dei suoi cittadini. Leggetevelo con attenzione, molto utile per prepararci al futuro prossimo.

Per mesi (forse anni), studenti e lavoratori milanesi non potranno più correre tutti insieme ad affollare metropolitane, stazioni ferroviarie o tram. Inutile perdere tempo tutti in coda in macchina, magari da soli per evitare contagi. Non basterà scaglionare gli orari delle scuole, degli uffici e promuovere lo smartworking, se i servizi comunali, sanitari, il commercio, i parchi, lo sport, gli asili, le biblioteche, i musei e la musica non cambieranno, non riorganizzeranno tempi, luoghi e criteri di fruizione. A 15 minuti a piedi da ogni residenza si dovranno trovare tutti i servizi indispensabili alla propria vita.

La nostra vita, la vita delle famiglie, in tutte le città, è fatta di tutti questi elementi insieme. Cambierà, dovrà cambiare l’uso degli spazi cittadini. Si è parlato della decisione di creare piste ciclabili lungo le linee di forza del trasporto pubblico: così se non riusciamo a salire sulla metropolitana nell’ora di punta, possiamo inforcare bici, e-bike, monopattini elettrici, anche in sharing, per arrivare comunque in orario.

Si allargheranno i marciapiedi per garantire la distanza tra pedoni; i tavolini dei bar e dei ristoranti si riprenderanno più spazio in strada; si dovranno garantire spostamenti con mezzi diversi, leggeri e non inquinanti: non solo tutta quella micromobilità sino ad oggi osteggiata del Ministero Trasporti, ma anche mezzi elettrici leggeri per disabili e anziani, tricicli elettromuscolari per la consegna delle merci, scooter elettrici privati e in sharing. Quindi, velocità massima a 30 km all’ora.

L’attività scolastica si sposterà nei più ampi spazi all’aperto, in parchi, campi sportivi, musei, teatri, monumenti. La “cittàdei bambini” non chiuderà con le vacanze estive,  prevederà servizi estivi, summer school. La musica si ascolterà di più all’aperto e le scuole rimarranno aperte mattina e sera per ospitare servizi di quartiere, volontariato, formazione permanente, economia collaborativa, riuso ed economia circolare.

Una città ridisegnata in questo modo non dimentica i meno abbienti, gli anziani, i bambini; non scarta nessuno e ci può accompagnare nella lenta uscita dalla pandemia. E ottiene anche un altro risultato: accompagna imprese e cittadini verso una città capace di promuovere comunità energetiche di quartiere, sceglie le emissioni zero, la sostenibilità sociale e ambientale. La difesa dal contagio virale e dalle pandemie è parte della strategia sul nostro modo di vivere, lavorare e muoverci in futuro, che deve rispondere anche all’adattamento necessario al cambiamento climatico in atto.

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