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Fase 2, scuola al parco: un’occasione per avvicinare studenti e natura

Im Svezia, a Scuola Con La Natura

di PIETRO GARAU

(Pietro Garau ha diretto il settore ricerca e sviluppo del Programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani, UN Habitat)

In Italia, così come in moltissimi altri paesi, esistono da sempre iniziative di successo per avviare gli alunni a un apprezzamento della natura. Ciò avviene in genere in parallelo con il calendario scolastico, attraverso giornate didattiche trascorse in un parco urbano o in un orto botanico.

La situazione di “Fase Due” in cui ci troviamo offre una grande occasione per un felice ribaltamento di questa pratica: non più e non solo “parco nella scuola”, ma “scuola nel parco”. In Italia, la Fase Due attualmente in vigore consente la frequentazione dei parchi,
ma non l’apertura delle scuole, di cui si riparlerà, nella migliore delle ipotesi, nel prossimo mese di settembre. Si presenta così l’occasione di lanciare un sia pur parziale riavvio della didattica per i primi livelli scolastici in condizioni ideali – il verde nella stagione più bella dell’anno; il controllo dell’osservanza del distanziamento da parte degli insegnanti; e la possibilità di combinare l’insegnamento “da programma” con l’avvicinamento alla natura e alla sua straordinaria ricchezza.

Opinioni scientifiche autorevoli attribuiscono l’insorgenza e la virulenza del virus Covid-19 all’interferenza umana nei confronti di alcune specie animali selvatiche; e comunque, ad una violazione di un equilibrio naturale che vuole un sano “distanziamento” anche tra le varie specie animali, uomo compreso. Su questo ne sapremo di più tra non molto. Ma non vi è dubbio che la pandemia ci offra l’occasione per ripagare il nostro debito collettivo nei confronti della natura.

Dati satellitari confermano che la forte riduzione degli spostamenti e delle attività produttive hanno ridotto fortemente la cappa di smog rilevabile in corrispondenza di tutte le maggiori aree metropolitane. Ma su questo non c’è da illudersi. Non appena riprenderà la “vita normale”, questi inaspettati benefici svaniranno. C’è anzi il rischio che i livelli di inquinamento subiscano una brusca variazione verso l’alto rispetto alle condizioni per-virus, per esempio a causa della probabile propensione ad usare mezzi di trasporto individuali al posto dei trasporti pubblici in nome della sicurezza individuale.

D’altro canto è difficile negare che le poche speranze di bloccare e invertire fenomeni ormai quasi irreversibili, come l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera ed il conseguente cambiamento climatico, possano poggiare in buona parte, più che sull’angoscia per la distruzione del pianeta, sul semplice amore per la natura. Sappiamo che l’emotività positiva è sempre più forte e duratura dell’emotività negativa. E allora si tratta di lanciare un appello a pedagoghi, insegnanti, naturalisti, biologi, genitori giovani, genitori anziani e nonni, cittadinanza attiva e associazioni dedicate alla difesa dell’ambiente. Organizziamo “giornate nel parco” per classi ridotte di giovani alunni che forniscano l’occasione per riprendere a parlarsi (anche se da lontano) e di iniziare ad apprendere le meraviglie della natura. Potremo così, forse, coltivare la speranza che la pandemia ci offra l’opportunità, oltre che per imparare a difendere noi stessi, anche per costruire nelle generazioni che presto conteranno molto più di noi la determinazione di salvarci tutti assieme, salvando il pianeta.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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