Fao, ecco come dimezzare le perdite di cibo in Africa

L’Agenzia Onu, col sostegno della Fondazione Rockfeller, lancia un progetto pilota di 18 mesi per combattere la fame rendendo più efficiente la filiera produzione-consumo. Oggi dal campo alla vendita si butta il 40% della frutta

immagine di donne africane al lavoro nei campi

La Fao e la Fondazione Rockefeller lanciano un programma per aiutare i Paesi africani a dimezzare le ingenti perdite alimentari dopo la fase della raccolta che potrebbero nutrire 48 milioni di persone. “Il nostro lavoro con la Rockefeller foundation e l’Unione Africana – ha dichiarato il direttore generale della Fao, Jose Graziano da Silva – porterà benefici alla vita degli agricoltori a livello familiare in Africa e diminuirà la pressione sull’ambiente, contribuendo alla nostra visione di un mondo a fame zero”.

Il progetto, della durata di 18 mesi si concentra sulla perdita post raccolto delle colture di base nei Paesi pilota – Kenya, Tanzania, Zambia e Zimbabwe – oltre al sostegno politico alla Commissione dell’Unione africana. Si tratta della riduzione della qualità e della quantità di cibo, come cereali, frutta, verdura, carne, pesce e latte, fra dove viene prodotto e il punto vendita prima che possa essere consumato.

In Africa, la grande maggioranza delle perdite di cibo avviene tra il luogo di produzione e il punto vendita, visto che molto poco viene sprecato dai consumatori dopo l’acquisto. Stime della Fao indicano perdite che possono raggiungere il 20% per i cereali, il 30% per i prodotti lattiero-caseari e il pesce e il 40% per quelli ortofrutticoli. Gran parte di questi sprechi si verificano per mancanza di tecnologia, conoscenza limitata nelle catene di approvvigionamento, accesso limitato ai mercati per infrastrutture carenti e finanziamenti inadeguati.