Famiglie allargate

Ohana animal rescue family è il nome del Santuario che da qualche mese si prende cura degli animali salvati dalle più disparate situazioni

Ohana nella lingua hawaiana e significa “famiglia”, nel senso più ampio del termine. E “famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”, diceva un noto personaggio Disney. Ohana animal rescue family è il nome del Santuario che da qualche mese si prende cura degli animali salvati dalle più disparate situazioni. «Tutto è nato dall’idea di due famiglie – racconta Vanessa Salvati, una delle ideatrici del progetto – in un contesto meramente familiare si è iniziato a ospitare due capre, poi un maiale, poi un altro, poi un cavallo, poi una pecora. Finché non si è raggiunto un numero importante di animali, a quel punto abbiamo capito che avevamo bisogno di più di due ettari di terreno, quindi da marzo il Santuario si sposterà nell’empolese e nel giro di un anno aprirà al pubblico». Attualmente il centro ospita una trentina fra capre, pecore, maiali, galli, galline, oche, anatre, conigli, cani e gatti. Di solito qui arrivano animali sottratti da situazioni di disagio o maltrattamento. «Possono capitare delle segnalazioni da parte dei cittadini – continua Vanessa – Noi effettuiamo i controlli e l’eventuale sequestro». Al centro dell’intervento viene sempre posto l’animale e i sui diritti, di solito il maltrattamento è psicologico ma il recupero è prevalentemente fisico: i nuovi ospiti arrivano sempre in condizioni gravi e molto debilitati, al Santuario vengono nutriti e curati dalla famiglia e dai veterinari. Ognuno, a seconda delle proprie competenze, s’impegna per dare amore ma soprattutto ridare fiducia e speranza a ogni singolo animale.