Facciamo come la Francia: via l’olio di palma dal gasolio

Nel dicembre 2018, il Parlamento francese ha rimosso gli incentivi fiscali per i biocarburanti di olio di palma a partire dal 2020, come parte della sua Finanziaria 2019. Firma la petizione per salvare gli oranghi dalla deforestazione

Save Pongo

La petizione appena lanciata ha superato le mille firme, ci è venuta la curiosità di capire cosa si fa nel resto del mondo. Perché non basta che sia l’Italia a smettere di importare olio di palma per riempire i serbatoi dei diesel, lo devono fare anche tutti gli altri Paesi. La Francia questa volta ci ha battuto, è arrivata prima: nel dicembre 2018, il Parlamento francese ha rimosso gli incentivi fiscali per i biocarburanti di olio di palma a partire dal 2020, come parte della sua Finanziaria 2019. La compagnia petrolifera Total ha contestato la misura, ma nell’ottobre 2019 la Corte costituzionale francese ha stabilito che la misura era conforme alla legge costituzionale francese e giustificata in considerazione dell’interesse generale a proteggere l’ambiente. La sentenza si riferiva alla forte crescita della produzione di olio di palma e al conseguente aumento della terra utilizzata per la sua produzione in tutto il mondo, portando alla deforestazione e all’essiccazione delle torbiere. Mettendo a rischio ecosistemi rari ed ad elevata biodiversità: tra le specie a rischio, gli oranghi, primati simbolo del Borneo, da cui l’Eni (come la Total) importa gran parte dell’olio e degli acidi grassi derivanti dalla lavorazione dei semi di palma.

Firmate la petizione e ditelo agli amici, gli oranghi e Legambiente vi ringrazieranno.