Extinction Rebellion, a Roma sciopero della fame per il clima

Gli attivisti del movimento ambientalista sono accampati da giorni davanti a Montecitorio: “Chiediamo che il diritto di tutti a vivere in un mondo sostenibile venga rispettato” XR: l’intervista ad un attivista /Michael Stipe, ex dei Rem, sostiene Extinction Rebellion/ International Rebellion / Chi sono e che cosa vogliono quelli di XR / Extinction Rebellion a Londra sparge sangue al ministero del Tesoro

Extinction Rebellion Roma

Termina domenica 13 ottobre la settimana di ribellione internazionale lanciata da Extinction Rebellion Italia, diramazione italiana del movimento internazionale che da mese organizza manifestazioni in tutto il mondo per richiamare l’attenzione dei governi sulle emergenze ambientali. 

A Roma gli attivisti di Extinction Rebellion sono ‘accampati” davanti a Montecitorio dove stanno portando avanti uno sciopero della fame. “Ci ribelliamo ha una cultura di indifferenza e rassegnazione – spiegano – Ci ribelliamo all’idea di dover demandare sempre alle istituzioni le scelte più importanti che riguardano le nostre vite, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni quotidiane dei nostri stili di vita. Chiediamo a gran voce che il diritto di tutti a vivere e crescere in un mondo sostenibile venga rispettato. Un mondo in cui l’attenzione verso la Terra e verso gli altri sia cultura dominante”.

Le richieste del movimento

Come detto quella di Extinction Rebellion è una lotta il cui epicentro è la Gran Bretatgna, ma che viene portata avanti a livello planetario. Il movimento denuncia che il cambiamento climatico “è già in atto e porta con sé problematiche che si acquisiranno negli anni a venire. L’innalzamento del livello dei mari, la perdita di biodiversità Marina e terrestre e l’acidificazione degli oceani sono solo alcuni esempi. Incendi devastanti, carestie siccità porteranno l’esaurimento di cibo e acqua potabile, con conseguenti migrazioni di massa”.

Per Extinction Rebellion a portare a tutto ciò sono state principalmente le attività umane che “hanno causato un aumento di temperatura del pianeta di circa 1,1 gradi dalla fine del XIX secolo. La maggior parte di questo riscaldamento– sottolineano- è avvenuta negli ultimi 35 anni con una rapidità senza precedenti”.