Ex Ilva: Legambiente scrive al governo

L’associazione chiede un decreto legge per la valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario dello stabilimento siderurgico. E un portale che indichi in modo chiaro e trasparente lo stato di avanzamento del Piano Ambientale insieme ad informazioni dettagliate e certe

Un'immagine di uno degli stabilimenti dell'Ilva di Taranto

Legambiente chiede al governo di procedere con decreto legge alla Valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario (Viias) dello stabilimento siderurgico di Taranto, per comprendere gli effetti delle emissioni anche a Piano Ambientale completamente attuato. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente, al Ministro della Salute e al Ministro dello Sviluppo Economico, l’associazione ricorda di aver fatto analoga richiesta il 25 settembre scorso, senza ottenere risposta, e che nel frattempo, “in particolare nelle ultime settimane, si sono susseguiti una serie di eventi che, anche in ragione della loro concomitanza, hanno destato grande allarme tra i cittadini di Taranto”. Il riferimento è al sequestro delle collinette cosiddette ecologiche, cui è seguita la chiusura delle scuole Deledda e De Carolis, disposta dal sindaco di Taranto in attesa che vengano effettuati gli accertamenti necessari a garantire che non ci siano rischi per la salute di chi le frequenta; il superamento di valori-limite di inquinanti in alcuni campioni di terreno della Salina Grande; l’incremento della diossina rilevata nei deposimetri di Masseria Carmine e dei valori di IPA, benzene e acido solfidrico rilevati dalla centralina di monitoraggio interna allo stabilimento siderurgico. A proposito dell’adozione della Viias, “c’è già una proposta di legge in tal senso depositata in parlamento – spiegano Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto -, ma i tempi del normale iter parlamentare confliggono con la necessità di fornire con urgenza risposte chiare e scientificamente validate alla comunità jonica in merito alle ricadute dell’impianto sulla salute dei cittadini e dei lavoratori. Ci sono a nostro avviso tutti i presupposti di necessità e urgenza che giustifichino l’emanazione immediata, da parte del Governo, di un decreto legge che ne disponga l’attuazione”.