Ex Ilva, il sindaco Melucci fissa un ultimatum

Se entro l’8 aprile a mezzogiorno il Comune di Taranto, a un mese dai sopralluoghi di Ispra, non dovesse ricevere alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell’aria scatterà la chiusura degli impianti siderurgici

L'immagine di una protesta per l'ex Ilva di fronte al Municipio di Taranto

Il Comune di Taranto “non ha ancora ricevuto alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell’aria che stanno respirando migliaia di lavoratori”. E questo “a distanza di quasi un mese dai primi sopralluoghi disposti da Ispra all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto”. Lo ha dichiara il sindaco Rinaldo Melucci, che fissa un ultimatum per le risposte attese: lunedì 8 aprile alle 12.

“Se è vero ciò che hanno asserito durante la seduta consiliare i vertici di Asl Taranto, cioè che non si possano escludere rischi rilevanti per la salute dei cittadini e che addirittura ci si ammali più che altrove e più che in passato, determinando quindi il presupposto di azioni urgenti, e se permane la confusione e l’approssimazione  da parte degli organismi tecnici indipendenti previsti dalla legge, il Comune di Taranto – ha detto il primo cittadino – adotterà in tempi assai brevi provvedimenti costruiti sul principio di massima precauzione in difesa della salute dei propri cittadini e avverso una filiera produttiva ormai desueta ed intollerabile”.

Il sollecito inviato ai soggetti ispettivi è stato inoltrato per conoscenza anche a Regione Puglia, Provincia di Taranto, procuratore della Repubblica e prefetto di Taranto, nonché al commissario di Governo per la bonifica di Taranto e ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Per Rinaldo Melucci, “questo atteggiamento poco responsabile e chiaro sta contribuendo ad accrescere fortemente la preoccupazione dell’opinione pubblica ed ha già provocato spiacevoli fatti di cronaca che il Comune di Taranto ha avuto modo di stigmatizzare ai rappresentanti del governo e delle forze dell’ordine sul territorio ionico”.

Per quanto riguarda le collinette ecologiche del siderurgico, sequestrate dalla procura per inquinamento e alla base della proroga della chiusura di due scuole del rione Tamburi, il sindaco contesta all’Arpa una risposta “interlocutoria, priva di alcun riferimento adatto a supportare l’azione del sindaco nel verso dell’esclusione di rischi per la popolazione studentesca e cagionando ad essa ed alle famiglie ulteriore disagi”. Pochi giorni fa il primo cittadino, spiegando che “non ci sono ancora i motivi per assumere decisioni differenti”, ha infatti prorogato la chiusura sino alla fine dell’anno scolastico degli istituti Deledda e De Carolis proprio perché non ha avuto i chiarimenti richiesti in ordine alla sussistenza del pericolo ambientale.

Intanto è stato annunciato che l’Osservatorio della salute voluto dal Comune per monitorare l’impatto sui cittadini della produzione industriale e delle emissioni inquinanti si insedierà il 12 aprile. Ne fanno parte anche i Comuni dell’area di crisi ambientale di Taranto.