Ex Ilva, il ministro Costa chiede a Ispra chiarezza su diossina

Il titolare dell’Ambiente ha chiesto all’Istituto per la protezione dell’ambiente di fare delle verifiche sui dati diffusi da Peacelink e dai Verdi. Per Angelo Bonelli l’ex generale “si comporta come i suoi predecessori, è sconcertante”

foto di Sergio Costa

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha chiesto all’Ispra di compiere accertamenti sui valori di diossina a Taranto. A quanto si è appreso dal dicastero, “i dati rilevati dalle centraline diffusi da associazioni ambientaliste (Peacelink, ndr) e da Angelo Bonelli dei Verdi risultano parzialmente diversi e non sono confrontabili, oltre a non essere stati validati dall’Arpa”.

Per questo, il ministro Costa ha chiesto al direttore generale dell’Ispra, Alessandro Bratti, di disporre delle verifiche. Questi ha incaricato l’ufficio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente di controllare i rilevamenti dell’Arpa per dissipare i dubbi. Il ministro, si è appreso ancora, si è messo in contatto anche con il prefetto di Taranto.

“Il ministro Costa invece di commissariare Arpa Puglia, faccia fare i controlli che aveva promesso, considerato che oggi (2 marzo, ndr) il sindaco ha chiuso le scuole di Taranto e gli elettrofiltri per bloccare la diossina sono danneggiati”. Per Angelo Bonelli, “il ministro Costa si comporta come i suoi predecessori e come l’allora ministro Clini, che di fronte alla nostra denuncia sui dati della mortalità disse che erano falsi perché non validati tranne poi dover ammettere dopo poche settimane che i dati erano corretti”.

La dichiarazione del ministro Sergio Costa, ha sostenuto ancora il leader dei Verdi, “è sconcertante perché avviene nel giorno in cui il sindaco di Taranto chiude le scuole e i sindacati di base denunciano i danni agli elettrofiltri con tanto di foto e video, ed è scandaloso che Costa tenti di minimizzare un gravissimo problema ed è altrettanto scandaloso che un ministro dell’Ambiente abbia consentito che ad Arcelor Mittal fosse concessa l’immunità penale e civile”.