Ex Ilva, a Taranto “torna” l’incubo diossina

In un anno il valore del contaminante è aumentato del 916%, passando dai 0,77 picogrammi del 2017 ai 7,06 del 2018. Lo denunciano i Verdi. E il sindaco Melucci della città dispone la chiusura di due scuole nel rione Tamburi / Il ministro Costa chiede chiarezza a Ispra sui dati diffusi. Bonelli: “Si comporta come i suoi predecessori” / “E ora un consiglio comunale straordinario su salute e ambiente”

Immagine di Tamburi. quartiere di Taranto

È tornato l’incubo diossina a Taranto. Secondo la denuncia di Angelo Bonelli dei Verdi e del consigliere comunale ed ex allevatore Vincenzo Fornaro, che undici anni fa subì la mattanza del bestiame contaminato, “in un anno il valore della diossina a  Taranto è aumentato del 916%”, passando cioè “da 0,77 picogrammi del 2017 a 7,06 picogrammi del 2018, molto vicino agli 8 picogrammi del 2009”, quando nella “masseria Carmine furono prelevati oltre 600 capi di bestiame per essere abbattuti”. Nella loro carne erano stati riscontrati valori di diossina e PCB fino a quaranta volte superiori ai limiti di legge.

Se gli ambientalisti rilanciano l’allarme inquinamento, il sindaco Rinaldo Melucci (Pd) dispone la chiusura per 30 giorni di due scuole del rione Tamburi – la De Carolis e la Deledda – chiedendo ad Arpa e Asl di fare definitiva chiarezza sui possibili rischi per la salute derivanti dalla vicinanza degli stessi istituti alle cosiddette “collinette ecologiche” dell’ex Ilva.

Si tratta di un’area di circa 9 ettari, sequestrata lo scorso 5 febbraio dai carabinieri del Noe, che sarebbe stata trasformata in un’enorme discarica abusiva con “tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni del polo siderurgico”, che secondo gli inquirenti hanno riversato “nei terreni e nell’ambiente circostante, sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, pcb, idrocarburi e metalli vari”.

Bonelli e Fornaro, citando i dati di Arpa Puglia, sostengono che “sono in aumento le diossine anche nell’area dell’agglomerato del siderurgico, con un valore di 11 picogrammi, e nel quartiere Tamburi, in via Orsini, con valore pari 5,5 picogrammi”. Secondo il leader dei Verdi e l’ex allevatore, “ci troviamo di fronte a una situazione drammatica che evidenzia come a Taranto non si sia mai smesso di inquinare e che il regime d’immunità penale ha favorito questa gravissima situazione”. Chiedono allora l’apertura di una nuova inchiesta su “Ambiente svenduto 2”.

Il ministro per il Sud, la pentastellata Barbara Lezzi, ha dichiarato che “nel prossimo provvedimento utile, nelle prossime settimane, verrà inserita l’abolizione dell’immunità penale, che è uno dei nodi da sciogliere immediatamente”.