lunedì 30 Novembre 2020

Ex Ilva: a Taranto mortalità e malformazioni sopra la media

Veduta dall'alto degli stabilimenti siderurgici di Taranto

Dai allarmanti sul Sito di interesse nazionale di Taranto emergono dal V Rapporto dello studio epidemiologico Sentieri, pubblicato online da Epidemiologia e prevenzione, rivista dell’associazione italiana di epidemiologia. “La mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso. Nella popolazione residente risulta in eccesso la mortalità per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”.

L’attuale aggiornamento di Sentieri  riguarda 45 siti che includono 319 dei circa ottomila comuni italiani, per una popolazione complessiva di 5.900.000 abitanti (dati Censimento 2011). La finestra temporale studiata va dal 2006 al 2013.

Nel Sin di Taranto, quanto all’ospedalizzazione, “in entrambi i generi si osservano eccessi per tutti i grandi gruppi di malattia, a eccezione delle malattie degli apparati respiratorio e urinario. I ricoveri per tumore del polmone e mesotelioma e per malattie respiratorie croniche, a priori associati alle esposizioni industriali del sito, sono in eccesso in entrambi i generi”. Nel report si parla anche di incidenza oncologica. “Tra le cause per le quali vi è a priori un’evidenza sufficiente o limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali nel sito risultano in eccesso, nel periodo considerato, il tumore del polmone nelle donne e il mesotelioma pleurico in entrambi i generi”.

Per la sezione pediatrico-adolescenziale-giovanile, “il quadro della mortalità generale – viene spiegato – è sostanzialmente in linea o in difetto rispetto all’atteso nelle diverse classi di età considerate, ma l’elevata incertezza delle stime non consente di delineare un chiaro profilo di mortalità”. Ci sono anche bambini malformati oltre l’eccesso con 600 casi congeniti registrati tra il 2002 e il 2015.

Nel periodo 2002-2015, si legge nel V Rapporto, “sono stati osservati 600 casi con malformazione congenita (MC), con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale (O/A: 109; IC90% 101- 116). Sono risultate superiori al numero di casi attesi le MC del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le MC dell’apparato urinario è ai limiti della significatività statistica”. L’osservazione è sui nati da 25.853 residenti nel Sin di Taranto.

Nel periodo di riferimento considerato dall’aggiornamento dello Studio epidemiologico Sentieri, pubblicato sul sito Epidemiologia e prevenzione, sono stati registrati nel Sin di Taranto “173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. In età pediatrica si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico totale in eccesso rispetto all’atteso, al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% nel rischio di linfomi, in particolare linfomi non Hodgkin”.

Il report sottolinea inoltre “che, dei 22 casi di tumori del linfoemopoietico totale in età pediatrica, 11 sono stati diagnosticati in età 5-9 anni. Nel complesso dell’età pediatrico-adolescenziale (0-19 anni) i casi di linfoma non Hodgkin diventano 9 e si mantiene l’eccesso per questa patologia. All’eccesso di tumori in età pediatrica contribuiscono inoltre 5 casi di sarcomi dei tessuti molli e altri extra ossei (diagnosticati tra i soli maschi) che diventano 6 in età 0-19”.

In età giovanile (20-29 anni) “si evidenzia un eccesso del 70% per l’incidenza dei tumori della tiroide, basato su 30 casi, al quale contribuisce soprattutto il genere femminile con 25 casi. L’eccesso si osserva anche su tutte le età considerate (0-29 anni), con 32 casi complessivi, dei quali 27 tra le ragazze. Sempre in età giovanile si osservano anche eccessi di tumori delle cellule germinali, trofoblastici e gonadici, ma esclusivamente tra i ragazzi di 20-24 anni e tra le giovani di 25-29 anni. Tra i giovani (20-29 anni) si osserva, infine, un deficit dei linfomi di Hodgkin, che caratterizza anche l’intero intervallo delle età analizzate (0-29 anni)”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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