Etiopia, Msf in soccorso degli sfollati nel sud del Paese

Intervento di emergenza nell'area di Gedeo, nella regione del Southern Nations and Nationalities People’s. Qui migliaia di persone vivono in condizioni precarie con carenza di acqua potabile e cibo

Gedeo in Etiopia

Medici Senza Frontiere ha lanciato un intervento di emergenza in Etiopia nell’area di Gedeo, nella regione del Southern Nations and Nationalities People’s. Qui migliaia di persone sfollate vivono in condizioni precarie, con limitata disponibilità di acqua potabile, e il cui stato nutrizionale è allarmante. Negli otto centri per sfollati dell’area, le équipe deell’organizzazione hanno riscontrato nei bambini al di sotto dei cinque anni tassi di malnutrizione ben superiori alla soglia di emergenza e un alto numero di donne incinte malnutrite.

Msf si è già attivata per supportare l’ospedale regionale con attività mirate riguardo la malnutrizione e invita le agenzie umanitarie attive nel Paese a estendere il loro supporto agli sfollati interni che vivono nei diversi campi profughi della zona. Fino ad oggi, sono stati curati più di 200 bambini sotto i cinque anni per malnutrizione severa acuta in due centri di stabilizzazione e sono stati visitati più di 55 pazienti in età pediatrica.

Nei prossimi giorni verranno avviate anche attività di potabilizzazione dell’acqua e sanitizzazione all’interno di alcuni campi sfollati e insediamenti informali, per aumentare l’accesso all’acqua potabile e a latrine. Le autorità sanitarie locali hanno infatti riscontrato nelle ultime settimane migliaia di casi di diarrea acquosa.

Msf è tornata a Gedeo dopo solo tre mesi dalla chiusura del suo più grande intervento di emergenza del 2018, lanciato per aiutare la popolazione sfollata a causa delle violenze etniche. Nel picco della crisi a luglio scorso, le autorità etiopi avevano dichiarato che quasi un milione di persone erano state costrette a lasciare le loro case. A dicembre scorso gli indicatori della salute erano migliorati, le ammissioni all’ospedale diminuite e molte persone erano tornate a casa o avevano lasciato i rifugi temporanei. Da allora, tuttavia, la situazione è drammaticamente peggiorata. L’insicurezza, le minacce di violenza e la mancanza di supporto hanno spinto molte persone a tornare a Gedeo.

“È cruciale continuare a rafforzare l’impegno – a livello locale, regionale e federale – per aumentare la fornitura di aiuti e coprire i bisogni urgenti della popolazione con cure mediche, rifugi, acqua e servizi igienici. È anche importante garantire che le persone possano muoversi liberamente e in sicurezza per accedere all’aiuto umanitario, non solo a Gedeo, ma anche nelle altre regioni dell’Etiopia dove si trovano altri sfollati”, ha spiegato Mohamed Morchid, capo missione di Msf in Etiopia.

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