Gli esperti di medicina tradizionale cinese prendono le distanze dall’uso di animali selvatici

Molti casi di Covid-19 sono stati curati con la bile di orsi neri asiatici. Ma alcuni studiosi sostengono che l’utilizzo di animali sia solo un florido commercio per i trafficanti. Nulla a che vedere con i principi della tradizione

La medicina tradizionale cinese è un vero pilastro della cultura asiatica, che da molti anni scatena polemiche circa l’utilizzo di animali vivi e di parti di animali selvatici in via di estinzione. Durante la pandemia da Covid-19, i leader cinesi e i media statali hanno sostenuto l’industria della Medicina Tradizionale (MTC), concentrandosi in larga misura sui vantaggi dei prodotti farmaceutici della MTC, con cui il medico Zhang Boli ha curato 564 portatori di Covid-19. Di questi, nessuno si è trasformato in un caso grave o critico. Questo impiego della MTC è stato quindi considerato un grande successo, elogiato dai media statali e dai funzionari governativi.

Un recente rapporto della rivista Nature, però, ha indicato che sempre più richieste al di fuori della Cina esigono studi clinici più rigorosi sui prodotti MTC, specialmente quelli promossi all’estero come trattamenti anti Covid-19.

Per i casi gravi di Coronavirus, la Medicina tradizionale cinese ha suggerito l’uso della bile estratta dalla cistifellea degli orsi neri asiatici in cattività, scelta fortemente criticata da gruppi animalisti e dall’opinione pubblica internazionale.
“Mi addolora molto vedere che la MTC ora usa la bile di orso per curare il Covid-19” ha detto al Guardian Grace Gabriel, direttore per l’Asia del Fondo Internazionale per il benessere degli animali (IFAW) e sostenitore della MTC. “L’industria dell’allevamento di animali selvatici in Cina ha modificato i principi della Medicina tradizionale – continua – Come cinese rispetto molto la MTC: uno degli obiettivi principali è quello di raggiungere l’equilibrio all’interno del proprio corpo e con il mondo esterno, sottolineando l’armonia tra uomo e natura“.

I principi della tradizione

 I sostenitori e i praticanti della medicina tradizionale cinese avvertono che la disciplina è minacciata nel profondo da tutti coloro i quali continuano a commerciare animali in via di estinzione. Solo un piccolo settore della MTC, rivelano, insiste nell’utilizzare parti di animali in via di estinzione, ignorando le considerazioni sul benessere e l’idea di rispettare la biodiversità. Ma è proprio questa piccola porzione che potrebbe distruggere la reputazione di una tradizione storica.

“L’equilibrio con la natura è e deve rimanere un punto chiave della MTC, e l’uso di animali a rischio è contro natura”, ha detto al Guardian il dottor Lixing Lao, presidente della Virginia University of Integrative Medicine. “Anche nei principi della pratica della MTC, questo non è considerato positivamente”, ha detto Lao, riferendosi agli esperti della dinastia Tang vissuta 1.500 anni fa, che credevano che il 100% della MTC potesse derivare dalle piante. “La MTC comprende molte cose – terapie di agopuntura, respirazione ed esercizio fisico, abitudini alimentari legate a particolari condizioni del corpo e una varietà di punti di vista su come raggiungere l’equilibrio all’interno del corpo. I medicinali sono solo una piccola parte, collaterale. Non si tratta tanto di un problema di medicina cinese, quanto piuttosto dell’industria, delle persone che fanno soldi”, ha detto Lao. “Questo fa sembrare cattiva la medicina cinese. Usano il nome della MTC per i loro scopi, ma noi siamo innocenti“.

Un grande business

Per Laos e gli altri sostenitori della medicina tradizionale, l’unica possibilità è quella di abbandonare l’uso di parti derivate da specie in via di estinzione come pangolini, tigri, leopardi e rinoceronti. Un commercio di animali selvatici che solo in Cina vale 74 miliardi di dollari.

Fino al recente blocco nazionale sul commercio della fauna selvatica, l’amministrazione statale cinese delle foreste e dei pascoli permetteva alle aziende farmaceutiche della MTC di utilizzare parti di animali provenienti solo da stock precedenti o da animali selvatici “d’allevamento”. Ma il bracconaggio e il traffico illegale di parti e di animali vivi provenienti da specie protette in tutto il mondo è sempre continuato. Le parti vengono vendute ad aziende che producono prodotti farmaceutici MTC – le scaglie di pangolino essiccate e cotte al forno, ad esempio, vengono macinate in polvere per diversi trattamenti – o per prodotti come il vino con le ossa di tigre e di leopardo, pubblicizzati come “qualità MTC”.

Per constatare l’impegno della Medicina tradizionale cinese in materia di difesa degli animali a rischio, basti dire che il corno di rinoceronte e l’osso di tigre sono stati ufficialmente rimossi dalla Farmacopea cinese, l’elenco ufficiale di ciò che è permesso nella MTC, negli anni ’80. L’altra parte della storia, purtroppo, è ben nota a tutti.

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