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Energie rinnovabili e materiali riciclati, la rivoluzione green del mondo dei videogiochi

Il 2020 è stato un anno molto difficile per diversi settori dell’economia, ma altri hanno segnato record storici di crescita. Tra questi l’industria dei videogiochi che soltanto in Italia, secondo l’ultimo rapporto IIDEA, sarebbe cresciuta del 21,9% rispetto al 2019 con un giro d’affari di 2 miliardi e 179 milioni di euro. Anche a livello mondiale con $175 miliardi di ricavi e più di 2.7 miliardi di gamer in tutto il mondo, il 2020 è stato – secondo un’analisi di Cross Border Growth Capital –  un vero annus mirabilis per l’industria dei videogiochi, che ha superato televisione, cinema e musica per prominenza industriale sul mercato dell’intrattenimento.

I videogiochi hanno del resto avuto un ruolo straordinariamente importante durante il lockdown e hanno permesso a giovani (e meno giovani) di divertirsi, scaricare lo stress, ma soprattutto tenersi in contatto con gli amici che le restrizioni impedivano di incontrare offline. 

Una crescita così vertiginosa va chiaramente di pari passo a quella di altri settori delle nostre vite digitali, come l’e-commerce (cresciuto del 28% secondo eMarketer) e il food delivery (+56% rispetto al 2018 secondo Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano). 

Ma questo sviluppo, così come tutta la rivoluzione digitale degli ultimi decenni, ha ovviamente un costo: ogni email, ogni messaggio Whatsapp, ogni film in streaming consuma energia e risorse, soprattutto nel momento in cui l’energia elettrica che alimenta i nostri dispositivi o i server delle piattaforme non proviene da fonti rinnovabili. Nel complesso, internet consuma il 10% dell’energia elettrica globale ed emette il 3,7% delle sostanze inquinanti. 

Sono tante però le aziende dell’informatica e del mondo dei videogiochi che hanno intrapreso ambiziosi percorsi di riduzione del proprio impatto sull’ambiente, sia in termini di consumi energetici che di risorse materiali utilizzate. 

Apple ad esempio possiede un’infrastruttura e una server farm già ad ora ad impatto zero ed entro il 2030 lo saranno anche tutti i suoi prodotti, senza contare che le ultime generazioni di Macbook e iPad sono state realizzate con metalli preziosi e alluminio riciclati al 100%. 

Così anche Sony che nei mercati europei e nord/sudamericani, dove c’è disponibilità di materiali riciclati, ha già utilizzato circa il 70% di plastica PET riciclata per le confezioni dei  controller wireless DUALSHOCK 4, ha ridotto drasticamente la plastica e reso al 100% riciclabile il packaging della nuove PS5 (questione affatto scontata per il packaging di prodotti informatici). 

Razer, il più importante brand di prodotti da gamer per PC e console, ha annunciato un piano di sostenibilità pluriennale di vasta portata. Con lo slogan #GoGreenWithRazer, il programma dell’azienda prevede infatti l’uso del 100% di energia rinnovabile entro il 2025, l’utilizzo di materiali riciclati o riciclabili in ogni prodotto e l’azzeramento delle emissioni entro il 2030. Oggi, l’ufficio europeo di Razer ad Amburgo è già alimentato da energia rinnovabile, e anche il nuovo quartier generale di Razer SEA a Singapore, di prossima apertura, seguirà l’esempio. Nel complesso, entro i prossimi 4 anni, tutti gli uffici dell’azienda saranno alimentati al 100% da energia rinnovabile.

Razer è impegnata anche nella sensibilizzazione della propria community – costituita soprattutto da giovani, millennials e Gen Z – grazie alla collaborazione con Conservation International: l’azienda ha infatti aperto una vendita speciale di peluche della propria mascotte e, grazie al ricavato, punta a piantare 1.000.000 di alberi. Parallelamente è stata avviata la vendita anche di nuove t-shirt realizzate a partire dalla plastica raccolta negli oceani e il packaging del proprio hardware verrà realizzato in carta proveniente da foreste gestite in modo responsabile.

L’impegno di Razer è in definitiva forse tra i più esemplificativi del cambio di passo che sta avvenendo nelle aziende del settore videoludico e informatico. Per questo abbiamo chiesto a Marco Chillon, general manager EMEA di Razer, di raccontarci meglio gli obiettivi e le azioni concrete che sta portando avanti l’azienda. 

Fonte: Razer

-Razer ha iniziato un percorso nella sostenibilità che avrà importanti ripercussioni sia per l’ambiente che per la propria reputazione. Da dove nasce questa progettualità? E perché, secondo lei, è importante che anche un’azienda così “cool” e vicina ai giovani si impegni per un futuro più green?

Il nostro impegno per un business sostenibile e a basso impatto ambientale è in corso e crescerà nel tempo: ritengo sia semplicemente la cosa giusta da fare.
Recentemente abbiamo riprogettato il packaging dei nostri prodotti: abbiamo eliminato la colla per far sì che fosse riciclabile al 100%, e abbiamo diminuito il volume dell’imballaggio, cosa che ha consentito di inserire più unità per contenitore e di conseguenza di ridurre le emissioni legate alle spedizioni. 

Inoltre, Razer può contare su una vasta community molto attiva, che puntiamo a  sensibilizzare e coinvolgere in programmi e iniziative, per fare davvero la differenza. Il nostro Sneki Snek Tree Conservation Program è stato un enorme successo, tanto che abbiamo esteso l’obiettivo di salvare alberi da 100.000 a 1.000.000 di esemplari. Quindi stiamo attingendo a quell’entusiasmo, mantenendo un forte focus sul tema e portando nuove idee, iniziative e programmi ai nostri fan, aiutandoli a fare la differenza e allo stesso tempo sensibilizzandoli su una varietà di problematiche da fronteggiare. Siamo probabilmente l’unico brand capace di impegnarsi attivamente coinvolgendo il proprio pubblico e in questo percorso.

-Scegliere le energie rinnovabili per le vostre sedi e un packaging con cartone certificato per i vostri prodotti porterà dei vantaggi anche in termini economici alla vostra azienda?

Esistono alcuni vantaggi da un punto di vista economico, come la riduzione dei costi di spedizione per unità grazie a volumi di imballaggio ridotti. Tuttavia se fosse più conveniente un packaging senza colla, sarebbero molte di più le aziende che lo utilizzerebbero. Quindi non si tratta di benefici finanziari, vuol dire piuttosto assumersi la responsabilità per il pianeta in cui viviamo e cambiare dove possiamo cambiare, per ridurre il nostro impatto ambientale e, se possibile, mitigare o invertire l’impatto che l’umanità ha avuto sull’ambiente. Stiamo sensibilizzando sul tema dell’inquinamento da plastica degli oceani con la gamma dei nostro prodotti Kanagawa, stiamo offrendo alla nostra fan base un modo nuovo per essere coinvolti e aiutare a proteggere gli alberi, ridurre l’inquinamento e anche riciclare i loro prodotti con un impatto ambientale minimo. Il valore che ha per noi tutto ciò non si può misurare con i numeri su un foglio di calcolo.

-Twitch e i grandi streamer di videogiochi potrebbero diventare insieme a voi dei testimonial dell’impegno nella sostenibilità ambientale?

Chiunque voglia unirsi a noi e rimboccarsi le maniche è il benvenuto: abbiamo un programma di supporto per streamer e influencer molto ben sviluppato e tramite il quale è facile contattarci. Ma non è necessario essere un grande streamer o avere tanti follower su Instagram per fare la differenza. Cose semplici, come prendere una tazza di caffè riutilizzabile, cambiare il fornitore di energia, persino acquistare vestiti di seconda mano – tutte queste cose fanno la differenza.

-Vi siete dati diversi importanti obiettivi al 2022, al 2025 e al 2030 soprattutto in termini di aumento della sostenibilità dei vostri prodotti, ma ci sono altri progetti integrativi che vorreste implementare nei prossimi anni?

Garantire prodotti sostenibili non è un’impresa facile. Tuttavia, Razer rimane dedicata alla propria causa, indipendentemente dalla difficoltà. Ci impegniamo a far sì che il 100% dei nostri prodotti utilizzi materiali riciclati o riciclabili entro il 2030.

Inoltre, Razer ha riunito una task force speciale per valutare l’impatto ambientale del design dei propri prodotti e migliorare ulteriormente i processi di progettazione senza compromettere la qualità e le prestazioni. Gli aspetti includono l’imballaggio, il design del prodotto e le etichette per il consumatore.

Tutti i nuovi prodotti useranno imballaggi certificati FSC, biodegradabili ed ecologici, sostituendo tutta la schiuma EPE nei cartoni con cartone ondulato riciclabile e aumentando l’uso di scatole di cartone a trama semplice con un design minimalista. Sono anche i piccoli aspetti come l’uso di stampa con inchiostro di soia su tutti gli imballaggi che stanno facendo un enorme cambiamento.

Razer utilizzerà materiali più ecologici anche per l’alloggiamento degli accessori all’interno delle confezioni, senza compromettere l’esperienza di unboxing. Ciò comporta anche l’implementazione di un design di imballaggio efficiente per ottimizzare gli spazi, con l’obiettivo di ridurre sprechi nei materiali e nel volume di spedizione, minimizzando l’impatto ambientale.

-La sostenibilità ambientale va sempre affiancata a quella sociale e i materiali necessari alla produzione di dispositivi elettronici provengono troppo spesso da Paesi teatro di sanguinosi conflitti. Razer è impegnata nella ricerca di metalli rari conflict-free?

Esatto, oltre che ambientalmente, dobbiamo essere eticamente e socialmente responsabili. Razer crede fermamente nelle pratiche lavorative eque ed etiche a tutti i livelli del processo produttivo, e si impegna a utilizzare solo minerali e materie prime conflict-free dai propri fornitori. Inoltre, Razer garantisce che tutti i suoi produttori e partner a contratto aderiscano ai migliori standard e pratiche del settore, come convalidato da enti di certificazione stabiliti.

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Matteo Nardihttps://www.instagram.com/mat_nardi/
Giornalista. appassionato di ambiente e tecnologia. Instagram: https://www.instagram.com/mat_nardi/

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