Amazzonia, onoreficenza all’attivista Emanuela Evangelista

Il 17 febbraio, al Quirinale, il presidente Sergio Mattarella ha conferito all’attivista e biologa romana la carica di ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana / Amazzonia, la foresta di ostaggio

Emanuela Evangelista Amazzonia

Il 17 febbraio a Roma, al Palazzo del Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Emanuela Evangelista, attivista e biologa romana di Amazônia Onlus, la carica di ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Un riconoscimento prestigioso, motivato dal “costante impegno, in ambito internazionale, nella difesa ambientale, nella tutela delle popolazioni indigene e nel contrasto alla deforestazione”, come sottolineato da Mattarella. 

Emanuela Evangelista è membro della Species survival commisson (SSC) dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), presidente di Amazônia Onlus e vice presidente dell’associazione Trentino Insieme. Dal 2000 la biologa vive in Amazzonia nel piccolo villaggio di Xixuaú, sulle sponde del Rio Jauaperi, nel cuore della foresta. L’area in cui opera si estende per 600mila ettari di foresta tropicale protetta e volta all’uso sostenibile dei nativi, in tutto circa mille persone distribuite in 14 villaggi. L’area è stata riconosciuta come parco nazionale (riserva estrattiva del Basso Rio Branco e Rio Jauaperi), diventando simbolo di conservazione e lotta al caos climatico. Qui l’attivista promuove il ruolo dell’ecoturismo che, insieme alla raccolta sostenibile di frutti della foresta, all’artigianato e alla ricerca scientifica, costituisce un’importante fonte di reddito per numerose famiglie che abitano in questi luoghi. 

“Il nostro lavoro mira a sradicare la povertà – ha spiegato – al fine di ridurre la tendenza alla migrazione urbana, tipica della regione. Operiamo per offrire salute, formazione, lavoro, reddito e uno sviluppo sostenibile ai nativi, indispensabili guardiani della foresta. Le popolazioni indigene hanno sempre avuto bisogno della foresta per sopravvivere ma la foresta oggi, nello scenario attuale, ha bisogno dei suoi abitanti per rimanere in piedi”.

La consegna dell’onoreficenza da parte di Mattarella è stata il giusto premio per una vita fin qui spesa a tutela della natura. “Sono molto emozionata e felice di essere qui – ha affermato Emanuela – questo titolo non è solo mio ma di tutta l’associazione e dei nativi che si impegnano costantemente in questo enorme lavoro. Tutto questo ci spingerà a fare di più ma è necessario che l’Italia e gli italiani prendano coscienza della grande responsabilità che abbiamo nella distruzione in atto. Per questo ringrazio il Presidente Mattarella per la sensibilità nell’individuare l’urgenza di un tema che ha bisogno di attenzione continua, non passeggera, e da cui dipende il futuro dell’umanità”.

Infine, un appello a difesa dell’Amazzonia. “L’Amazzonia rischia di diventare savana in soli 15 anni. Il mio appello agli italiani – ha dichiarato la biologa – è ad agire. Siamo ancora in tempo, ma dobbiamo agire ora. Abbiamo le risorse economiche e le tecnologie necessarie e per invertire la rotta e riportare il pianeta in zona sicura. Ma non stiamo andando abbastanza veloci. E’ necessario che i cittadini e tutti i consumatori italiani facciano pressione”.

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