martedì 15 Giugno 2021

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Elezioni europee, perché i candidati non parlano di agricoltura?

L'immagine di un agricoltore

Mancano tre giorni alle elezioni europee del 26 maggio, ma sono in pochi tra i candidati italiani a parlare di agricoltura. A segnalarlo è Cia-Agricoltori Italiani che rimarca il peso consistente che l’Europa ha avuto dal 2010 a oggi nella crescita dell’agricoltura made in Italy. 

Negli ultimi dieci anni, secondo l’Ufficio Studi Cia, i lavoratori in agricoltura sono infatti aumentati di circa 85mila unità (+21%). Sotto la spinta europea, il made in Italy agroalimentare ha trovato nuova forza nello sviluppo del biologico con circa 25mila nuovi operatori, una crescita pari al 60% sulla scia di una sempre maggiore consapevolezza e sensibilità ambientale. Per Cia è fuori discussione che l’accordo di Schengen con l’abolizione dei controlli doganali, abbia dato linfa importante all’export agroalimentare italiano che nell’area euro manda prodotti per oltre 210 miliardi (+40%). A fare da traino sono le certificazioni di qualità (+38% dal 2010), attualmente per 85 prodotti tra Dop e Igp.

Considerato che il confronto politico non sta vertendo sulle prospettive future dell’eurozona, ma su questioni ancorate a una visione politica prettamente nazionale, per Cia resta urgente un dialogo serrato e costruttivo sulle politiche europee e sulla loro possibile riforma. Gli Agricoltori Italiani attendono risposte dalla prossima legislatura, partendo ovviamente dalla nuova Politica agricola comune che, tra le politiche fondanti l’Ue ha, infatti, garantito sicurezza e salubrità delle produzioni agroalimentari, così come tenuta del sistema rurale e salvaguardia di biodiversità e ambiente. Per Cia il budget della Pac post 2020 non dovrà essere tagliato, ma si dovrà mantenere almeno l’attuale livello di spesa. Allo stesso tempo, bisogna accelerare il percorso di riforma della nuova Pac, già avviato in questa legislatura, in una logica di semplificazione, flessibilità e innovazione.

Inoltre, devono entrare nell’agenda politica comunitaria la riforma del sistema dei pagamenti, l’accrescimento delle politiche di sostegno all’organizzazione di filiera, il rafforzamento delle politiche di gestione delle crisi. Un progetto europeo di governo delle aree interne e nuovi accordi di libero scambio che, conclude Cia-Agricoltori Italiani, da una parte sostengano l’export italiano e dall’altro tutelino i nostri prodotti sensibili da un import senza regole, anche rivedendo il funzionamento delle clausole di salvaguardia.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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