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Economia e lavoro. La riconversione circolare e civile

 

progetto i tesori della terra

C’è un’Italia appassionata e generosa fatta di imprese che creano lavoro e benefici ambientali e sociali, con esperienze di economia civile, di riconversione industriale, a cominciare dalle aziende della chimica verde, dell’economia circolare e dell’innovazione energetica. Ci sono le imprese dell’agroalimentare che si riconvertono verso le produzioni biologiche e di qualità, riducendo l’uso di fitofarmaci, plastica e acqua. Ci sono gli allevatori che fanno a meno di gabbie e antibiotici, puntando sul benessere animale per venire incontro alla richiesta crescente di cibo sano, equo e pulito.

C’è chi non abbandona territori molto difficili e continua a presidiarli, come le cooperative sociali dei giovani di Libera Terra che rendono di nuovo produttivi i beni confiscati alle mafie. O le aziende, guidate soprattutto da giovani donne e uomini, attive nelle aree terremotate del centro Italia, che Legambiente sta aiutando per favorire, insieme a loro, il percorso di rinascita economica e sociale di quei territori. E c’è ancora chi promuove turismo di qualità che vede nel patrimonio ambientale, naturalistico e culturale del Paese una chiave di sviluppo locale, puntando su prodotti sostenibili e responsabili e sull’accessibilità di strutture e servizi. Potremo vincere la nostra missione a servizio del cambiamento del Paese se riusciremo a stare al fianco di queste realtà, rafforzando e indirizzando il loro cammino verso un futuro più sostenibile. Non sarà facile, ma dovremo batterci contro interessi e lobby che vogliono impedire la possibilità di autoprodursi e energia da rinnovabili nei territori, muoversi a emissioni zero, riusare, riciclare e vendere prodotti da riciclo, premiare il biologico e le produzioni agricole e zootecniche di eccellenza, istituire nuove aree protette a terra e a mare.

Dovremo accompagnare la riconversione ecologica dell’economia attraverso la chiave ambientale con un processo che ha già interessato una parte tutt’altro che trascurabile del mondo produttivo, oggi impegnato a praticare quello che abbiamo predicato e invocato per decenni. Una trasformazione inevitabile del sistema produttivo, verso l’economia civile, liberato dal totem della massimizzazione del profitto e capace di generare benefici ambientali e sociali, di cui dobbiamo favorire l’accelerazione. E che sarà possibile solo costruendo relazioni e azioni comuni sia con la parte più avanzata del mondo imprenditoriale del nostro Paese (a partire da quella che punta in maniera radicale su fonti rinnovabili, economia circolare, innovazione, tecnologie pulite, qualità dei prodotti, centralità dei territori) sia con la finanza etica, che sceglie di non investire nelle fonti fossili e nella produzione di armi.

foto di Giorgio ZampettiDovremo batterci contro interessi e lobby e stare al fianco dell’imprenditoria più avanzata e della finanza etica’

di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente

Giorgio Zampettihttps://www.lanuovaecologia.it
Direttore generale di Legambiente

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