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Economia Circolare

Con Economia Circolare si intende l’insieme dei modelli di produzione e consumo basati sulla condivisione, il riciclo e il riutilizzo di materiali già esistenti.
Si tratta, pertanto, di un sistema che estende il ciclo di vita dei prodotti e i cui principali effetti positivi sono due: da un lato una riduzione al minimo della produzione di rifiuti, dall’altro la generazione costante di nuovo valore dalla stesso materiale di partenza. Il modello generale dell’economia circolare intende andare oltre il modello tradizionale di economia lineare, il quale dipende invece dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e fonti di energia, facili da reperire e a basso prezzo.

In una fase storica in cui da un lato aumenta la popolazione del pianeta e la conseguente richiesta di materie prime e, dall’altro, diminuiscono le risorse a disposizione, i modelli di produzione e consumo ispirati ai principi dell’economia circolare rappresentano un’alternativa concreta di sviluppo sostenibile.

I vantaggi dell’economia circolare

In quest’ottica, la circolarità rappresenta un elemento cardine del processo di transizione ecologica dell’economia globale i cui principali vantaggi sono i seguenti:

  • minor utilizzo di materiali e consumo di prodotti e conseguente riduzione degli impatti sull’ambiente; basti pensare che oggi la sola produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di CO2;
  • minor difficoltà nel reperire materie prime, interrompendo così gradualmente le politiche aggressive di sfruttamento a danno di quei Paesi in cui sono concentrate maggiormente queste risorse con, al contempo, una riduzione delle emissioni di CO2 derivate dai processi di estrazione e utilizzo delle materie prime;
  • prodotti più durevoli nel tempo, che faranno risparmiare i consumatori migliorando così la loro qualità della vita;
  • impulso all’innovazione e alla crescita economica, con la creazione di nuovi posti di lavoro; nell’UE si stima che entro il 2030 grazie all’economia circolare potrebbero esserci 700.000 nuovi posti di lavoro.

 

Il pacchetto di normative Ue

Da anni l’Unione Europea è al lavoro su nuove politiche comunitarie che permettando di mettere a sistema modelli circolari di produzione e consumo con l’obiettivo, tra i principali, di ridurre l’enorme mole di rifiuti che i suoi Stati membri producono ogni anno, pari a più di 2,5 miliardi di tonnellate. L’iniziativa più importante, in tal senso, è stato il varo nel 2018 di un pacchetto di normative sull’economia circolare. Nello specifico, si tratta di sei direttive: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive speciali in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – Raee (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). Attraverso l’attuazione di queste direttive, l’Ue punta a portare il riciclo dei rifiuti urbani ad almeno il 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. In parallelo, l’Ue punta alla diminuzione dell’uso delle discariche, dove entro il 2035 dovrà essere conferito al massimo il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Il 17 settembre 2020, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, l’Italia ha recepito quattro di queste sei direttive: rifiuti dai veicoli fuori uso, pile e accumulatori, discariche e imballaggi.

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Che cos'è l'economia circolare, quali sono i settori protagonisti, come può aiutare lo sviluppo sostenibile del pianeta. Pagina di notizie e approfondimenti sul tema dell'economia circolare.
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La Nuova Ecologia
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