lunedì, Ottobre 26, 2020

Economia circolare, le imprese del riciclo al centro del Recovery Plan

Oltre 6,56 milioni di tonnellate di carta da macero (Materia Prima Secondaria) prodotta in Italia in uscita da 600 impianti di recupero e riciclo distribuiti capillarmente sul territorio, l’effetto del lockdown per l’emergenza Covid-19 riduce la raccolta differenziata di carta e cartone con un calo stimato per il 2020 pari al 3,2%, a cui è però corrisposto un incremento dei prezzi che erano drasticamente calati dal 2018 fino al primo trimestre 2020. Tiene l’export malgrado la chiusura del mercato cinese.

Sono i numeri del Rapporto Unirima 2020 sull’Economia Circolare, realizzato da Althesys e presentato oggi a Roma dal Direttore Generale dell’Unione Nazionale Imprese Recupero Francesco Sicilia alla presenza della Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta. “Il contesto del settore della raccolta, recupero, riciclo e commercio della carta, perno storico dell’industria green italiana è segnato anche dagli effetti della grave crisi economica causata dalla pandemia. L’importanza primaria di tale fondamentale comparto industriale italiano nello sviluppo dell’economia circolare richiede che siano trovate soluzioni volte in particolare a supportare l’export per assorbire il surplus strutturale di produzione di carta da macero”, ha dichiarato il Presidente di Unirima, Giulio Tarallo nel presentare il rapporto. “La produzione di materia prima secondaria deve avere un ruolo di primo piano in una ripresa economica che voglia far il più possibile leva sulla sostenibilità e la green economy. La recente firma del decreto End of Waste, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto, e il recepimento del cosiddetto Pacchetto Economia Circolare con cui il Governo ha chiarito che la nuova definizione di rifiuti è tale ai soli fini del calcolo degli obiettivi di riciclo e non per affidarne la privativa ai comuni, rappresentano due importanti strumenti in questa direzione.
Bisogna dare ora concretezza all’indirizzo generale del governo di incentrare il Recovery Plan sulla sostenibilità e sulla green economy con misure volte a rimuovere alcuni punti di debolezza storici del nostro Paese, che da anni frenano lo sviluppo, facendo perno sulla semplificazione, normativa e fiscale, e sugli investimenti in innovazione tecnologica”, ha continuato il Presidente Tarallo.

Il Rapporto Unirima 2020, giunto alla terza edizione, analizza l’andamento della filiera della carta in Italia, con i dati sul settore e la dinamica dei prezzi aggiornati al 2020 e fornisce un quadro aggiornato sui mercati e gli scenari internazionali, esplorando le possibili evoluzioni del comparto nella ripresa economica con particolare riferimento alla normativa nazionale.

Carta da macero, nel 2019 prodotte oltre 6,56 milioni di tonnellate
Il 57% della produzione totale italiana di carta immessa sul mercato è effettuata mediante fibre da riciclo. Nel 2019, in un quadro di stagnazione dell’economia nazionale, la produzione italiana di carta e cartone è stata in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Di queste, circa 4,6 milioni di tonnellate sono per imballaggi e i restanti 4,3 milioni altre tipologie di produzioni cartarie. Carta e cartone raccolte costituiscono circa il 20% della raccolta differenziata complessiva dei diversi materiali provenienti dai rifiuti urbani, rimanendo così la principale frazione tra quelle raccolte dai Comuni. Nel 2019 la raccolta differenziata comunale ha superato le 3,5 milioni di tonnellate, equivalente a circa 57,5 kg per abitante, in crescita di circa 102.000 tonnellate sull’anno precedente grazie all’incremento nel Meridione. Cala la raccolta differenziata nel 2020, con un quantitativo stimato pari a 3,4 milioni di tonnellate. Nel 2019 la produzione di carta da macero (materia prima secondaria) in uscita dagli impianti di recupero/riciclo si è attestata sulle 6,56 milioni di tonnellate, in riduzione rispetto al 2018, delle quali 1,82 milioni sono state esportate mentre 4,75 milioni sono state usate dalle cartiere italiane.

Carta e cartone, al sud il 42% degli impianti per la differenziata
La raccolta differenziata di carta e cartone nel canale domestico è effettuata da aziende
pubbliche e private mentre quella derivante da attività commerciali, artigianali, industriali e di servizi è svolta da imprese private del settore della gestione dei rifiuti che sono spesso attive anche nelle successive fasi di selezione, valorizzazione e trading. Gli impianti di trattamento rifiuti che ricevono carta e cartoni sono circa 600 e sono distribuiti in modo capillare sul territorio nazionale. Quelli che ricevono la raccolta differenziata di carta dai Comuni sono 364 con una distanza media di 16,2 km dai bacini di raccolta: il 42% è presenti al Sud, il 39% al Nord e il 19% al Centro Italia.

Prezzi carta da macero, incidono dazi Cina-Usa e lockdown 
Il mercato dei maceri viene da una fase di profonda crisi per gli impatti congiunti di diversi fattori, sia nazionali che internazionali. A livello globale, le conseguenze della guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, le politiche restrittive attuate dal governo cinese sulle importazioni di materiali di recupero e la saturazione dei mercati alternativi meno competitivi hanno portato ad avere, in particolare nel 2019, una forte riduzione dei prezzi per effetto della domanda debole e incapace di assorbire il surplus produttivo europeo pari a circa 8 milioni di tonnellate. In Italia, le quotazioni dei maceri hanno, pertanto, registrato un crollo soprattutto nel 2019, come testimoniato dal -88% nel caso del cartone nel tra gennaio e dicembre, valore poi diventato quasi nullo nel primo trimestre 2020 toccando così il minimo storico. Questo scenario ha registrato un brusco mutamento durante il lockdown, con gli impianti di trattamento rifiuti per la produzione di materia prima secondaria rimasti operativi, poiché inseriti tra i settori essenziali dell’economia, ma per la scarsa raccolta differenziata il comparto ha incontrato difficoltà nel soddisfare la domanda di carta da macero sul mercato. Ne è quindi corrisposto un aumento vertiginoso dei prezzi che si è poi assestato su valori più bassi e successiva leggera ripresa a settembre 2020.

Export carta da macero: Indonesia primo partner commerciale
Da più di quindici anni, l’Italia è esportatrice netta di maceri, grazie alla capacità delle imprese del settore che hanno saputo trovare uno sbocco al “surplus” di carta da macero. Tra 1998 e 2019, mentre le importazioni sono passate da circa 854.000 a 311.000 tonnellate, le esportazioni sono salite da 42.000 a 1.800.000 tonnellate. In particolare, a partire dal 2013, il saldo netto si è mantenuto intorno a circa 1,5 milioni di tonnellate all’anno. In conseguenza delle difficoltà incontrate dal comparto, nel 2019 si registra una contrazione per l’export di maceri, che passa da 1,9 milioni del 2018 a 1,8 milioni di tonnellate (-5%). Le esportazioni verso la Cina registrano un crollo verticale dell’83%, passando da 592.500 tonnellate nel 2018 alle 98.466 tonnellate nel 2019, nel 2016 si esportavano in Cina circa 1 milione di tonnellate. Aumentano le esportazioni verso gli altri principali partner, l’Indonesia in particolare scalza la Cina dalla posizione di primo partner commerciale, passando da un’incidenza del 6% nel 2015 ad una del 22% nel 2019. Tra le altre nazioni, Turchia e Vietnam segnano incrementi particolarmente marcati. Le esportazioni verso la prima salgono, infatti, da circa 60.000 tonnellate nel 2018 a 205.500 tonnellate nel 2019 (+243%), mentre i flussi verso la seconda passano da poco più di 114.700 a 203.000 tonnellate (+77%).

Pacchetto economia circolare, no ad assimilazione e spinta verso il mercato
Nel tentativo di conciliare obiettivi ambientali e operativi di ritiro dei materiali nella fasi
discendenti del mercato con quelli di tutela della concorrenza e sostegno dell’industria, il
Rapporto riporta la partecipazione attiva di Unirima nella promozione del ruolo del settore
quale traino dell’economia circolare, richiedendo l’introduzione all’interno Nuovo Allegato
Tecnico Anci-Comieco (ATC) 2020-2025 del parametro volumetrico 5mc, l’eliminazione del
corrispettivo fisso che veniva riconosciuto sempre al convenzionato per la frazione
merceologica similare a prescindere dalla quotazione CCIAA e l’incremento delle analisi di
qualità in ingresso agli impianti di trattamento rifiuti al fine di qualificare al meglio i flussi di carta e cartone conferiti in convenzione Comieco. Il Rapporto analizza dunque le principali novità normative del settore del recupero e riciclo carta alla luce del recente recepimento da parte del Governo del cosiddetto Pacchetto Economia Circolare e del regolamento End of Waste firmato dal Ministro dell’Ambiente Costa. Tra le principali novità, il D.lgs 116/2020 di recepimento della direttiva rifiuti chiarisce bene che la nuova definizione di rifiuti urbani che comprende i cosiddetti rifiuti simili prodotti da utenze non domestiche, varrà solo ai fini del calcolo degli obiettivi di riciclo e non per affidarne la privativa ai comuni. Tale impostazione, in linea con quanto stabilito dalla Direttiva 2018/851, chiarisce quindi bene che “rifiuti simili”, quelli per intendersi riportati nell’allegato L-Quater e prodotti dalle attività elencate nell’allegato L-Quinquies, non significa “rifiuti assimilati” e quindi soggetti alla privativa. Anzi, con l’eliminazione del termine “assimilazione” in tutto il D.lgs 152/2006, la soppressione della lett. g) dell’art. 198 e l’introduzione del comma 2-bis, di fatto si elimina la possibilità ai Comuni di assimilare. Sempre nel D.lgs 116/220 viene sottolineata l’introduzione del principio dell’obbligo di detassazione, secondo cui, le utenze non domestiche che conferiscono i rifiuti al di fuori del servizio pubblico, dimostrando di averli avviati al recupero mediante attestazione, sono escluse dalla corresponsione della componente tariffaria rapportata alla quantità di rifiuti conferiti.

Manifesto del riciclo e Recovery Plan, le proposte per un’Italia più green
In un contesto di profondo e drammatico mutamento in cui operano oggi gli attori del comparto recupero/riciclo, il Rapporto Unirima 2020 sottolinea la necessità di attuare politiche nazionali che, tenendo conto delle caratteristiche del settore, possano inserirsi nell’alveo delle misure di rilancio post crisi pandemica. Il Rapporto riporta specifiche proposte di policy avanzate da Unirima assieme alle associazioni di categoria del riciclo metalli (Assofermet) e del riciclo plastica (Assorimap) che possono dare concretezza al generale indirizzo del governo di imperniare il Recovery Plan sulla sostenibilità e sulla green economy. In tale prospettiva già il “Manifesto delle Associazioni del riciclo a sostegno dell’economia circolare” propone sei punti cardine su cui intervenire per favorire lo sviluppo del comparto e dell’economia circolare come dotare il settore di un quadro normativo nazionale e amministrativo, favorire investimenti di comparti dedicati all’innovazione tecnologica, promuovere la competitività̀ sui mercati nazionali ed internazionali, incentivare i mercati di sbocco delle Materie Prime Secondarie, introducendo norme di fiscalità ambientale e sviluppare indicatori di performance ambientali, gestionali ed economici. La crisi indotta dalla pandemia può rappresentare un’opportunità da cogliere, inserendo le misure e gli investimenti per il settore della carta da macero tra quelli prioritari per il Recovery Plan al fine di supportare l’innovazione tecnologica degli impianti esistenti di trattamento rifiuti per la produzione di MPS per rendere più efficienti i processi industriali di lavorazione, nonché il sostegno alla produzione di MPS.

Assocarta: “EoW carta, strumento per l’Economia Circolare e il Recovery Fund” “Soddisfazione per il nuovo EoW carta in corso di pubblicazione, basato sugli standard europei della UNI EN 643 e che sarà uno strumento per migliorare ulteriormente la qualità. L’EoW non però è una novità in assoluto per l’Italia in quanto il sistema delle Materie Prime Secondarie (istituito con il DM 5.2.1998) risponde alla stessa logica” così si esprime il Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli a margine del Consiglio Direttivo odierno di Assocarta e aggiunge ”D’altro canto, se abbiamo raggiunto e oltrepassato l’80% di riciclo in materia di imballaggi, lo dobbiamo ad un impegno che parte da lontano e che vede la carta, il primo materiale nella differenziata urbana e industriale, con circa 7 milioni di tonnellate raccolte ogni anno”. La carta materiale rinnovabile per eccellenza, come ricorda la campagna #GreenSource lanciata a livello europeo, è compostabile in accordo alle norme EN 13432 ed è la scelta più naturale. “Nei dati presentati oggi, in Consiglio, è emerso che il settore arretra come produzione (-6%)  a causa delle riduzioni delle carte grafiche, ma vede le carte igienico sanitarie e l’imballaggio in crescita (+2%)” prosegue Poli “e nonostante diminuisca l’export della carta da riciclare del 6%, i consumi italiani di questa materia prima non arretrano grazie all’impiego nel settore dell’imballaggio”. Si stima che la carta potrebbe sostituire il 25% degli imballaggi a base di materiali fossili e che, grazie alle nuove capacità in corso di avvio, il riciclo potrebbe crescere ancora, passando dalle attuali 10 tonnellate al minuto ad oltre 12.

“E’ imprescindibile però che sia prevista una nuova impiantistica per recuperare gli scarti del riciclo” secondo Poli. “In questo senso il Dlgs n. 216 /2020, all’art. 198 bis prevede un Piano Nazionale per la gestione dei rifiuti per  la redazione di piani di settore concernenti i rifiuti derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi, l’individuazione di flussi omogenei di rifiuti funzionali e strategici per l’economia circolare e di misure che ne possano promuovere ulteriormente il loro riciclo. Un buon quadro di riferimento anche per le proposte da presentare in ambito Recovery Fund” aggiunge Poli.

L’EoW carta e cartone deve essere destinato a essere utilizzato per scopi specifici, una condizione che è ben chiarita dal decreto che all’art. 4, e poi in Allegato 2, che indica a questo proposito la manifattura di carta e cartone ad opera dell’industria cartaria (ed eventualmente altre industrie che utilizzino lo standard UNI EN 643). Secondo l’art. 205 bis del Dlgs n. 116/2020 (che ha recepito la direttiva rifiuti 851) proprio al momento dell’immissione nel ciclo industriale verrà misurato l’obiettivo di riciclaggio. Infine, un ultimo commento sugli incendi dei rifiuti: “Siamo preoccupati in quanto danneggiano la filiera della raccolta e del recupero, inclusi le cartiere che sono i riciclatori industriali” conclude Poli.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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