Economia circolare: ecco le pratiche all’avanguardia

In tutta Italia crescono le realtà che migliorano le performance di raccolta e riciclo. Grazie a innovazione ed efficienza Speciale EcoForum 2019

Cose di economia circolare 2

Porta a porta
«Il nostro modello è responsabilizzante, costituito da diverse componenti e ogni parte dà il proprio contributo per la valorizzazione del territorio».
Paolo Contò, direttore generale Alea Ambiente
In meno di un anno in 13 comuni della Romagna forlivese, Alea Ambiente ha ottenuto risultati importanti: l’80% di raccolta differenziata e, rispetto al 2017, lo smaltimento di oltre 48.000 tonnellate in meno di rifiuto secco non riciclabile.

Oli usati
«L’olio raccolto può essere recuperato e trasformato in nuove risorse come inchiostri, saponi e biodiesel».
Giorgio Tanoni, co-founder e ceo Adriatica Oli
Adriatica Oli si occupa di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e della progettazione e gestione del sistema di raccolta differenziata di oli vegetali esausti per conto di Comuni e municipalizzate. Oltre a offrire servizi innovativi – come “Shiru” (piattaforma web per verificare i flussi di olio e la documentazione) e “Oil Plan” (sistema di gestione web) – l’azienda si impegna anche nella comunicazione ambientale.

Riciclo meccanico e biologico
«Il nostro impegno è recuperare anche le frazioni di rifiuti che eccedono dai trattamenti di riciclo».
Roberto Sancinelli,
presidente Montello spa
Azienda siderurgica fino al 1995, lavora nel recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggi in plastica e organici. Oggi questa realtà si pone come priorità l’ottimizzazione del recupero e del riciclo meccanico e biologico dei rifiuti plastici e di quelli organici.

Rifiuti apparecchiature elettriche
ed elettroniche
«I rifiuti da Raee possono rappresentare un pericolo se smaltiti non correttamente, ma anche una notevole opportunità».

Alessio Ciacci, presidente Acsel spa
Per sfruttare le potenzialità dei Raee l’azienda pubblica piemontese ha avviato nel 2018 un importante progetto di ricerca con il Politecnico di Torino per una sperimentazione mirata ad aumentare i tassi di riciclo dei metalli, dei metalli preziosi e delle terre rare.

Centri di raccolta
«Continuiamo a investire in modo proficuo sul territorio con soluzioni impiantistiche innovative».
Walter Bresciani Gatti, direttore generale Ersu spa
Uno degli ultimi progetti dell’azienda toscana che gestisce l’intero ciclo dei rifiuti urbani di 6 Comuni dell’area Apuo-versiliese si chiama “La raccolta incentivante dà i suoi frutti”. L’obiettivo è stimolare i cittadini a conferire in modo corretto
e a usufruire dei centri di raccolta.

Rispetto del territorio
«Le caratteristiche architettoniche del nostro impianto ne consentono un’armonica integrazione con il paesaggio circostante».

Agostino Re Rebaudengo,
presidente Asja Ambiente Italia Spa
L’impianto di Foligno produce biometano e compost di qualità dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. È tra i primi in Italia ad aver immesso biometano in una rete di distribuzione locale del gas.

Filiera efficiente
«Sviluppiamo filiere industriali del riciclo che garantiscono nuova vita ai rifiuti selezionati e il collocamento degli scarti prodotti».

Alessia Scappini, amministratore delegato Alia servizi ambientali spa
Nella raccolta la società fiorentina traccia i conferimenti. Nei processi di riciclo coinvolge tutte le filiere. Vale per la frazione organica, per cui sta realizzando due biodigestori per la produzione di compost di qualità (biofertilizzanti) e biometano per autotrazione, e per la filiera delle plastiche, con la produzione del granulo destinato all’industria manifatturiera.

Sicurezza sul lavoro
«Migliorare l’ambiente di lavoro significa tutelare la salute dei lavoratori».
Roberto Rubegni, amministratore delegato AnconAmbiente
L’azienda da anni è impegnata nella prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro con la formazione e il rinnovo del proprio parco mezzi per la raccolta di rifiuti solidi urbani e differenziati, la pulizia e lo spazzamento. In quattro anni c’è stato un netto miglioramento degli indici di gravità e frequenza degli incidenti.

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