L’ambientalismo oltre il 2000. Storie di ieri, battaglie di oggi

DAL MENSILE Dal conflitto fra globalizzazione e identità alla lotta agli ecomostri. Quattro decenni di vertenze, spesso vinte

Alimuri ecomostro

DAL MENSILE Vent’anni fa, nel settembre 1999, La Nuova Ecologia portava come inserto il documento del congresso che Legambiente avrebbe tenuto a Firenze a metà dicembre: “Non solo merci, l’ambientalismo oltre il 2000”, così si intitolava. “Il nuovo millennio si annuncia sotto un segno contraddittorio” dopo un intero decennio di guerre nelle regioni dell’ex Jugoslavia, esordiva il documento, proclamando la necessità di “un nuovo umanesimo per il terzo millennio” in un mondo conteso fra le forze della globalizzazione e gli appelli identitari. Sulle pagine della rivista (la copertina titolava “Piatto pulito”) il direttore Enrico Fontana intervistava la nuova deputata verde europea Monica Frassoni, italiana eletta in Belgio: i Verdi hanno trionfato alle elezioni europee, passando da 27 a 38 deputati, ma sono crollati in Italia. In terza pagina, l’abbattimento dell’ecomostro del Fuenti a Vietri sul Mare. La celebrazione, insomma, di una battaglia vinta.

Settembre 1979, esattamente 40 anni fa, in copertina avevamo la difesa delle balene: l’8 luglio di quell’anno, una grande balena gonfiabile aveva accompagnato una manifestazione di settemila giovani a Trafalgar Square, Londra, mentre il governo conservatore si accingeva a richiedere all’Europa la messa al bando di tutti i prodotti balenieri. Lo scontro era aperto anche nel Pacifico, dove le Seychelles chiedevano al Giappone una moratoria di tre anni alla caccia ai capodogli. Una caccia riaperta oggi dal governo giapponese. Il dossier di quell’anno è dedicato all’Acna di Cesano Maderno, l’industria di coloranti dove si moriva di cancro già dagli anni ’50: a maggio del 1979 era esploso il reparto di cloruro d’alluminio, dieci anni dopo l’Acna chiuderà sia a Cesano che nella Val Bormida, dove si trovava lo stabilimento principale. Ma l’eredità di bonifiche e risarcimenti proseguirà sino al 2011. Storie ambientali d’Italia che ci accompagnano ai giorni nostri.

La Nuova Ecologia n. 9 – settembre 1979

Nuova Ecologia sett 1979

Nel numero di luglio e agosto del 1979, l’editoriale è firmato dalla Cooperativa dei redattori volontari.

Si intitola “Come viviamo” e si parla di impresa giornalistica, di informazione ambientale, di volontariato, del rischio di “scoppiare”, di fallimento della società di distribuzione e della necessità di aumentare gli abbonamenti da 2.000 a 3.500 per coprire le spese.

 

 

Andrea Poggio è stato vicedirettore di Nuova Ecologia dal 1980 al 1983, direttore responsabile nel 1984.

Articolo tratto dal mensile di Nuova Ecologia – settembre 2019