Ecomostri, abbattuto il “bubbone” di Modugno

Al suo posto sorgerà il Parco della legalità. Si concluderà con una riqualificazione urbana, sociale e culturale una storia lunga mezzo secolo, simbolo del degrado del quartiere Cecilia nel comune pugliese

abbattimento ecomostro "bubbone" a Modugno
di ALESSANDRA ADAMANTINO

Dopo un iter burocratico durato cinquant’anni è stato abbattuto il “bubbone” di Modugno (Ba), un edificio abusivo di sei piani considerato il simbolo di degrado del quartiere Cecilia, contestato dai residenti che ne hanno chiesto a lungo la demolizione. La prima licenza edilizia era stata rilasciata nel 1968 e già da allora la costruzione del fabbricato – rimasto uno scheletro – ha visto alternarsi sospensioni, sequestri e rinvii fino all’intervento di demolizione, decretato a più riprese dalla giustizia amministrativa.

Che si trattasse di un abuso edilizio, non condonabile e insanabile, era stato confermato dal Tar Puglia nel 2016 e dal Consiglio di Stato nel 2017. Con tali sentenze il Comune di Modugno aveva ottenuto la proprietà dell’immobile e avviato l’iter per la demolizione, in corso in questi giorni ad opera della ditta Agoraa aggiudicatrice dell’appalto.
Anni di accertamenti giuridici e numerose ricostruzioni di documenti hanno rilevato che proprietaria dell’edificio era la società South Investments Company Establishment del Lichtenstein.

Lì dove c’era un ecomostro sorgerà il Parco della Legalità come testimone di una riqualificazione urbana, sociale e culturale del quartiere. «In un Paese dove il cemento illegale dilaga e le ordinanze di demolizione sono in stallo perenne, spicca l’abbattimento dello storico “bubbone” di Modugno – ha dichiarato Legambiente Puglia – Sulla scia di questo sofferto lieto fine, serve d’ora in poi dare manforte alle demolizioni dei manufatti illeciti, il miglior deterrente al nuovo abusivismo edilizio».

Secondo il rapporto di Legambiente Ecomafia 2019, dal 2004 al 2018 sono state emesse in Puglia 2.252 ordinanze di demolizione, ma eseguite solo 366 per un esiguo 16,3% degli immobili abbattuti. Manca ancora all’appello l’abbattimento del villaggio di Lesina, a Torre Mileto nel foggiano, che comprende 2.800 villette abusive, del villaggio turistico Pino di Lenne a Palagiano, una lottizzazione abusiva dichiarata tale nel 1987, e dell’ecomostro Roccamare, nel Gargano, in esecuzione della sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha confermato le precedenti decisioni del Tar Puglia. Un dato in positivo arriva invece dal Salento, dove la Procura della Repubblica di Lecce prosegue da diversi anni con gli interventi di demolizione, attività che ha portato numerosi proprietari a demolire di propria iniziativa.