Ecoforum di Legambiente: il tour dei virtuosi

Nel 2018 l’associazione ha organizzato 18 tappe degli Ecoforum regionali

foto del V Forum

Raccontare e premiare chi punta sull’economia circolare e tenere alta l’attenzione sulla gestione dei rifiuti. Sono gli obiettivi degli Ecoforum regionali, appuntamenti organizzati da Legambiente che nel 2018 ha viaggiato in lungo e in largo l’Italia per oltre 4 mesi organizzando ben 18 tappe. Questo momento di confronto tra istituzioni, aziende e consorzi di filiera fotografa il ciclo dei rifiuti in Italia, dove ancora troppi Comuni sono lontani dagli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata, ovvero il raggiungimento del 65% al 2012. Anche se nel tempo si stanno allargando le zone virtuose del Mezzogiorno, a cominciare dalla provincia di Salerno dove, nella scorsa edizione dell’Ecoforum Nazionale, il Comune di Caggiano è risultato il migliore nel Paese tra i Comuni rifiuti free (quelli con una produzione di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg all’anno per abitante).
«Rifiuti zero, impianti mille – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – è lo slogan che abbiamo scelto per ribadire in questi appuntamenti la necessità di accrescere la capacità impiantistica italiana». Una necessità che riguarda soprattutto la gestione della frazione organica, che secondo il Rapporto rifiuti 2018 dell’Ispra rappresenta il 35,7% dei rifiuti urbani. Con gli impianti si produce da un lato biometano da immettere nella rete nazionale, dall’altro compost di qualità. Anche su questi aspetti il Sud è in forte ritardo rispetto al Nord, seppur con alcune realtà virtuose che eccellono nel panorama nazionale. «Purtroppo – prosegue Zampetti – c’è una crescente ostilità tra la popolazione nei riguardi della realizzazione degli impianti di trattamento rifiuti, per questo occorre attivare dei processi di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, utili a realizzare la rete a servizio del riciclo, indispensabile soprattutto dopo il blocco delle importazioni da parte della Cina».
Gli Ecoforum regionali sono stati anche l’occasione per “punzecchiare” le pubbliche amministrazioni sul tema del Green public procurement e sulla mancata, o parziale, applicazione dei Criteri ambientali minimi (Cam), resi obbligatori nel 2016 dal nuovo Codice degli appalti. Durante gli appuntamenti, infatti, è stato anche presentato l’Osservatorio appalti verdi, progetto di Legambiente e Fondazione Ecosistemi. (Emilio Bianco)