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Earth Week, eBay e Legambiente alleati per un e-commerce sostenibile

Una settimana di e-commerce sostenibile e circolare per aiutare il pianeta: è la proposta di eBay e Legambiente che, in vista della Giornata mondiale della Terra in calendario il 22 aprile, lanciano la campagna Earth Week. Dal 20 al 26 aprile, il marketplace devolverà a Legambiente un euro per ogni oggetto messo in vendita da privati su eBay.it con l’hashtag #eBayDonaPerTe e venduto entro il 26 maggio. La stessa cifra sarà donata all’associazione ambientalista anche per ogni prodotto ricondizionato acquistato tramite la pagina ‘eBay Sostenibile’, interamente dedicata a iniziative green per l’occasione.

Duplice l’obiettivo della campagna, che consentirà di sostenere l’impegno dell’associazione in difesa dell’ambiente e, al contempo, di limitare l’impatto ambientale dei consumi contribuendo anche alla lotta ai cambiamenti climatici. “Orientarsi verso la vendita e l’acquisto di oggetti usati e di prodotti ricondizionati – spiega infatti Giorgio Zampetti, direttore nazionale di Legambiente – significa ridurre il volume di rifiuti da smaltire e le emissioni di CO2, dando nuovo valore ad articoli che altrimenti rimarrebbero inutilizzati o diverrebbero scarti potenzialmente dannosi per salute e ambiente. Un ottimo modo per celebrare, ciascuno di noi, la Giornata della Terra con un’azione concreta”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter affiancare i nostri sforzi a quelli di Legambiente per lavorare insieme all’obiettivo comune di promuovere comportamenti consapevoli e sostenibili, anche con piccole azioni che possono partire dalle nostre case”, commenta Sara Cendaroni, Head of Sales and Trading di eBay in Italia. Il sito di vendite e aste online non è nuovo a iniziative al fianco dell’associazione ambientalista, come quella che lo scorso Natale ha contribuito alla piantumazione di mille giovani alberi e arbusti nel Comune di Bracciano.
Quello dell’e-commerce, lo si constata ancor di più in questi giorni di isolamento, è del resto un settore strategico in un sistema economico che “deve essere sempre più improntato alla circolarità e alla sostenibilità”, sottolinea ancora Legambiente. Riuso e riutilizzo di oggetti del nostro quotidiano rappresentano certamente i primi passi per una gestione sostenibile dei rifiuti, cui la stessa politica europea sull’economia circolare dà grande importanza. Un terreno sul quale, tuttavia, è necessario puntare e investire ancora di più, come dimostrano i dati raccolti su scala globale ed europea. Con interessanti evidenze anche a livello nazionale.

Secondo il Circularity Gap Report 2019 presentato al World Economic Forum di Davos, ogni
persona sul pianeta usa ben 11 tonnellate di materiali all’anno, ma il riutilizzo delle risorse è stimato soltanto al 9%. Poco confortanti anche le stime fornite dalla Commissione europea a marzo di quest’anno. I rifiuti da apparecchiature elettroniche, tra quelli maggiormente in crescita nell’Ue (con tassi del 2%), hanno una stima di riciclo inferiore al 40%; mentre nel settore tessile, che troviamo in quarta posizione tra i comparti che utilizzano più materie prime e al quinto per emissioni di gas serra, il recupero e riciclo sono stimati in meno dell’1%. E ciò, a dispetto dei vantaggi economici e ambientali che dalla filiera del riuso e del riutilizzo derivano.

Basti pensare che in Italia l’economia circolare fattura 88 miliardi di euro l’anno, 22 miliardi di valore aggiunto (l’1,5% del totale nazionale), dando un impiego a quasi 600 mila persone (dati Ambiente Italia 2018). Mentre un lavoro di ricerca sui benefici ambientali del riuso realizzato nel 2018 da Mercatino srl ed Ecoinnovazione, in collaborazione con Legambiente, ha permesso di stimare un risparmio di 45 mila tonnellate di gas serra, a fronte di 7 milioni di prodotti usati rimessi in commercio nell’arco di sei anni grazie alle attività di Mercatino. Numeri che equivalgono alle emissioni assorbite da 60 mila alberi in 20 anni. Nel 2018 la stessa eBay, attraverso il mercato tra privati sulla propria piattaforma, ha contribuito a ridurre le emissioni di 12.709 tonnellate di C02 nelle sole due categorie moda e tech.

Ma come calcolare il risparmio che deriva dalle nostre buone pratiche? A venirci in soccorso è uno strumento sviluppato da una società spagnola e implementato grazie alla rete RREUSE: collegandosi al sito web dedicato di Aeress, è infatti possibile misurare concretamente la riduzione dell’impatto sull’ambiente di alcuni prodotti, in termini di emissioni di C02 risparmiate quando gli stessi entrano nella filiera virtuosa del riuso e riutilizzo. Qualche esempio? Il riuso di una scrivania consente di risparmiare 24 kg di CO2, pari all’assorbimento di CO2 di 1226 alberi in un giorno; riutilizzando un laptop e una stampante, invece, si possono risparmiare ben 188 kg di CO2, pari all’assorbimento di CO2 di 10083 alberi in una giornata.

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