E tu splendi

IL LIBRO. Estraneità e appartenenza, equilibri secolari e cambiamenti, immigrazione e paura dello straniero

Stranieri in casa

di MILENA DOMINICI

Estraneità e appartenenza, equilibri secolari e cambiamenti, immigrazione e paura dello straniero. Pietro ha 11 anni e, come ogni estate, lascia Milano per trascorrere insieme alla sorella le vacanze dai nonni in un paesino della Lucania. Ma questa non è un’estate come le altre. Pietro non è più un bambino piccolo ma nemmeno un adolescente.
Ha subìto una perdita dolorosissima e cerca un nuovo equilibrio fra le consuetudini delle sue estati. Arigliana è un paese di cinquanta case arroccate sulla pietra, dove Pietro scorrazza in libertà con i suoi amici, sentendosi comunque un po’ straniero. Come d’altra parte quando è a Milano e si sente quello originario del Sud.
La vita ad Arigliana è regolata su ruoli precisi e consolidati, su vecchi rancori e relazioni parentali che ne garantiscono l’invariabilità, fin quando Pietro scoprirà una famiglia straniera nascosta in una vecchia casa abbandonata. Sette persone povere e affamate, impaurite e confuse ma sicuramente pacifiche, che determineranno il caos.
Il quinto libro di Catozzella, il cui titolo prende spunto da una citazione sbagliata di Pasolini, è per sua ammissione la sua storia, non autobiografica ma quella che da sempre avrebbe voluto raccontare perché gli somiglia. Lui, meridionale a Milano, ha sempre sentito l’urgenza di raccontare il senso di estraneità a casa propria e la paura dell’altro, dello straniero migrante che “ti ricorda inequivocabilmente che anche tu lo sei, lo sei stato” e per questo vuoi allontanarlo da te e dalla tua vista. Eppure, in questa estate di cambiamenti e dolore, amicizie tradite ed epiloghi ingiusti, Pietro crescerà riuscendo a trovare il suo particolare splendore.