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Draghi: “Proteggeremo l’ambiente conciliandolo con progresso e benessere sociale”

Nel suo intervento al Senato il Presidente del Consiglio ha messo al centro i temi della sostenibilità: “I nostri modelli di crescita dovranno cambiare”. E cita Papa Francesco

L’ambiente è stato un tema centrale nel discorso al Senato del presidente del Consiglio Mario Draghi. Di seguito i passaggi più importanti sulla sostenibilità.

“Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulla nostra vita e sulla nostra salute, dall’inquinamento alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento dei mari che potrebbe rendere ampie zone di città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo. Come ha detto Papa Francesco “le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento e io penso che se chiedessi al Signore cosa pensa non credo che mi direbbe che è una cosa buona, siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”. Proteggere il futuro dell’ambiente conciliandolo con il progresso e il benessere sociale richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le nostre azioni.

Cambiare i modelli di crescita

Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio: il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato. Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce.

“Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”. Mario Draghi

Questa osservazione che gli scienziati non smettono di ripeterci ha una conseguenza importante: il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarà un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche: alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi. La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di conservare la forza lavoro in un anno drammatico.

Il cambiamento climatico come la pandemia penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e dobbiamo farlo subito. La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che faciliti l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitano l’accesso delle imprese capaci a crescere al capitale e al credito, e di politiche fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.

Rafforzamento del Piano di Ripresa e Resilienza

Circa il Piano di ripresa e resilienza il presidente Draghi ha annunciato per le prossime settimane un lavoro di rafforzamento della versione redatta dal governo Conte.

“Dovremo rafforzare il programma innanzitutto per gli obiettivi strategici e le riforme che lo accompagnano. Vediamo prima gli obiettivi strategici. Rafforzeremo la dimensione strategica del programma in particolare negli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G”. Non basterà elencare progetti che vogliamo realizzare nei prossimi anni, dobbiamo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas climalteranti”.

La Cop26 e il ruolo dei giovani

“Insieme al Regno Unito con cui quest’anno abbiamo le presidenze parallele di G7 e G20 punteremo sulla sostenibilità e sulla transizione verde nella prospettiva della prossima Conferenza delle parti sul cambiamento climatico (Cop 26) con particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni attraverso l’evento Youth4Climate”.

Per approfondire: Vedi il Talk “È ora della Transizione ecologica”

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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