Domani comincia l’Agrietour, il salone nazionale dell’agriturismo

Ad Arezzo Fiere il 15 e 16 novembre la diciassettesima edizione. Toscana e Trentino Alto Adige trainano l’offerta

un'immagine della struttura ricettiva

Aria aperta, genuinità del cibo, grande ospitalità. Sono i tre principali motivi per cui il turista che si muove in Italia sceglie sempre di più l’agriturismo rispetto ai tradizionali circuiti di ospitalità e non è un caso che questo settore dal 1998 non ha smesso di crescere di anno in anno. Lo confermano ancora una volta i dati dell’Istat, che aggiornati al dicembre 2017 parlano di una crescita del 3% delle strutture che ospitano in tutta Italia. La riflessione sul settore che in Italia vale oggi oltre un miliardo di euro di fatturato all’anno, viene da Arezzo Fiere dove dal 15 al 16 novembre andrà in scena la diciassettesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, che ancora una volta vedrà riunirsi i maggiori esperti del settore per un confronto e per una crescita, con l’incontro qualificato tra la domanda (oltre 70 tour operators internazionali) e l’offerta nazionale. «Siamo pronti per dare vita a una nuova forma di fiera per il settore visto che da quest’anno AgrieTour diventa forum con oltre 50 appuntamenti tra seminari e congressi – spiega il presidente di Arezzo Fiere, Andrea Boldi – e lo faremo come al solito potendo contare sulla presenza dei maggiori esperti del settore, dei buyers in rappresentanza di oltre 10 Paesi del mondo, e di un programma tra master di formazione e seminari dove chi vuole avviare un’impresa, o chi la vuole migliorare, potrà trovare un arricchimento».

I numeri del settore: Toscana e Trentino Alto Adige trainano l’offerta. Continua anche nel 2017 il trend di crescita del settore agrituristico registrato negli ultimi anni, sia per il numero di strutture che per le presenze dei clienti e il suo valore economico. Nel 2017 sono 23.406 le aziende agrituristiche autorizzate, 745 in più rispetto all’anno precedente (+3,3%). L’incremento è dato dalla differenza tra le 2.121 nuove autorizzazioni e le 1.376 cessazioni. I comuni nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche sono 4.893, rispetto all’anno precedente sono 27 in più (+0,6%). Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 12,7 milioni (+5,3% rispetto al 2016), come emerge dall’indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi. I conti economici dell’agricoltura consentono di misurare la dimensione economica del settore agrituristico che è pari nel 2017 a 1,36 miliardi di euro, in crescita del 6,7% sul 2016. In Toscana e nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen, l’agriturismo si conferma una realtà consistente e radicata, rispettivamente con 4.568 e 3.187 aziende autorizzate, una elevata presenza di turisti e un consistente valore economico del settore.

Stranieri e italiani: ecco la domanda che cresce. Continua il trend positivo di arrivi e presenze dei clienti negli agriturismi registrato senza interruzioni nell’ultimo decennio, con un incremento complessivo di 4,5 milioni di presenze (+54,1%). La rilevazione 2017 sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi evidenzia, per gli agriturismi, 3,2 milioni di clienti o arrivi (+0,2 milioni sul 2016, pari a +6,7%) e 12,7 milioni di presenze o notti trascorse in azienda (+0,6 milioni rispetto all’anno precedente, pari a +5,3%). La permanenza media negli agriturismi (numero medio di notti trascorse) è di 3,9 notti (erano 4 nel 2016). I clienti esteri sono 1,5 milioni a fronte di 1,7 milioni di clienti italiani. Per le presenze e la permanenza media la situazione invece si inverte. I clienti provenienti da altri Paesi realizzano 7,3 milioni di presenze, con una permanenza media di 4,9 notti, mentre quelli italiani raggiungono 5,4 milioni di presenze (permanenza media di 3,1 notti). Si può quindi affermare che gli stranieri frequentano gli agriturismi un po’ meno degli italiani ma vi si fermano per più giorni.

Un agriturismo su tre è al femminile. Sono 8.483 gli agriturismi gestiti da donne nel 2017. Questi registrano una crescita percentuale maggiore sull’anno precedente rispetto a quelli a conduzione maschile (+4% contro +2,9%). L’andamento positivo riguarda soprattutto il Mezzogiorno (+7,9%), grazie all’effetto traino della Sicilia (+20,5%) e della Calabria (+16,2%); significativo ma più contenuto è, invece, l’aumento registrato nel Centro del Paese (+4,7%), nonostante il forte incremento del Lazio (+30,7); nel Nord l’aumento è più modesto (+0,8%). Si conferma una storica minore presenza delle aziende a conduzione femminile nella provincia di Bolzano/Bozen (appena il 13,1% degli agriturismi provinciali). A livello di area geografica, sul complesso delle aziende, l’incidenza delle aziende a conduzione femminile è pari al 38,6% nel Nord-ovest, al 24,1% nel Nord-est, al 41,8% nel Centro, al 47,2% nel Sud e al 35,2% nelle Isole. La Toscana detiene il primato di aziende gestite da donne: sono in tutto 1.789, pari al 39,2% del totale regionale e al 21,1% sul totale nazionale dei soli agriturismi a conduzione femminile. Seguono Umbria e Lombardia, con 635 e 611 unità (rispettivamente 46,2% e 37,3% degli agriturismi regionali). La Campania è la prima regione del Mezzogiorno, con 338 “aziende in rosa”; segue la Puglia con 328 unità.