Dl sicurezza, i verdi annunciano lettera a Ue e Onu

Scriveranno alla Corte europea dei diritti dell’uomo e alle Nazioni Unite a tutela dell’operato dei sindaci che si sono opposti al decreto: “viola norme internazionali ed è incostituzionali”

Fotografia di migranti sbarcati in un porto italiano“Se c’è qualcuno che si deve dimettere, non sono certo i Sindaci che si oppongono, giustamente al decreto Sicurezza, ma è il Ministro degli Interni, perché incapace di interpretare il suo ruolo istituzionale. Noi stiamo con i sindaci che hanno disposto l’alt, nei loro uffici comunali, all’applicazione delle norme del decreto sicurezza. Perché giustamente si rifanno alla nostra Costituzione e alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Per questo nelle prossime ore chiederemo in una lettera agli organismi internazionali, a partire dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e dell’Onu, a tutela dell’operato dei sindaci che si sono opposti a questo decreto che viola le norme internazionali ed è incostituzionale”. Così Angelo Bonelli e Luana Zanella dell’esecutivo dei Verdi, che spiegano: “Il decreto Sicurezza è la somma di tante incostituzionalità, a partire dallo stesso strumento utilizzato, infatti la Corte e’ già intervenuta contestando l’utilizzo dei decreti legge per regolare fenomeni di natura strutturale, quale è quello della migrazione. Tra l’altro la Costituzione italiana difende la ‘protezione umanitaria’ dei richiedenti asilo politico che verrebbe disattesa nell’applicazione del Dl Sicurezza.”

“Il risultato del decreto Salvini- proseguono i Verdi- sarebbe produrre piu’ immigrati irregolari e generare caos e insicurezza nelle nostre città. Migliaia di migranti richiedenti asilo saranno in mezzo alla strada in balia della criminalita’. Il ministro dell’Interno dovrebbe occuparsi di questo, non di intimorire i sindaci, e se non e’ capace, si dimetta. E il m5s ormai è diventato la stampella dell’involuzione delle conquiste sociali e dei diritti umani e della deriva xenofoba che questo Governo ha intrapreso fin dall’inizio del suo operato”, concludono Bonelli e Zanella.