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Dl rilancio, le novità per la mobilità sostenibile

Un esempio di Casa Avanzata per le biciclette realizzata dall’Amministrazione di Torino. Le linee guida del MIT restringeranno di molto l'applicabilità di questa e altre soluzioni per la sicurezza.
Un esempio di Casa Avanzata per le biciclette realizzata dall’Amministrazione di Torino. Le linee guida del MIT restringeranno di molto l’applicabilità di questa e altre soluzioni per la sicurezza.

Entra per la prima volta in un decreto di emergenza la mobilità sostenibile che si attesta come misura strategica per affrontare la ripresa del Paese dopo il lockdown.

Dopo un primo imprevisto stralcio che aveva dato vita a una protesta diffusa delle associazioni e dei sindaci, nel testo finale rientra l’art 205 che conferma alcune misure interessanti come il bonus mobilità per l’acquisto di bici e monopattini. Nella bozza finale del Decreto rilancio approvata in Consiglio dei Ministri vengono così previste misure urgenti per favorire spostamenti green e infrastrutture ciclopedonali nelle città, dove le regole di distanziamento sociale hanno già visto ridurre la portata del trasporto pubblico con l’aggravio del congestionamento del traffico e dell’inquinamento atmosferico.

L’incentivo agli acquisti si attesta ora al 60% della spesa, ma solo per i capoluoghi e i comuni con oltre 50mila abitanti, una soglia che Legambiente auspica possa essere allargata, facendo rientrare pendolari e studenti fuori sede, incoraggiando l’intermodalità sostenuta anche da buone misure per il TPL, che però sembrano aprire al discutibile finanziamento per l’acquisto di flotte di bus diesel. Si prova a rimettere in gioco anche la figura dei mobility manager anche se ancora solo con un provvedimento di indirizzo che aumenta solo la platea delle aziende interessate.

Importante la reintroduzione nell’articolato delle modifiche urgenti al Codice della Strada che prevede l’introduzione del concetto delle corsie ciclabili, rendendo possibili gli interventi di emergenza e le case avanzate, indispensabili per mettere in sicurezza nelle intersezioni i ciclisti e tenerli al riparo dai gas di scarico durante le soste. Il secondo fa parte di quei provvedimenti a costo zero che si aspettano nella riforma del Codice della Strada ferma in parlamento su cui sarebbe auspicabile un’accelerazione all’approvazione e l’immediato recupero nel provvedimento di emergenza in sede di discussione parlamentare del doppio senso ciclabile e delle strade scolastiche, soprattutto per gestire la difficile riapertura delle scuole che sarà il vero banco di prova della mobilità urbana post Covid.

“Siamo contenti che il Governo abbia riconosciuto un ruolo strategico alla mobilità sostenibile – commenta Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – Servono mai come ora misure per semplificare gli interventi di emergenza che tutte le città stanno mettendo in campo per migliorare la ciclabilità. Da qui in avanti ci aspettiamo continuità agli incentivi per gli utenti della mobilità attiva e investimenti pianificati per mettere in campo davvero una svolta nella fruzione sostenibile delle città recuperando i ritardi italiani su questo fronte”.

Mentre le notizie dal governo sono nell’insieme incoraggianti, restano preoccupanti le “Linee guida sperimentali per lo sviluppo della mobilità ciclabile” presentate dal Ministero delle Infrastrutture ad Anci e sindaci, che fortunatamente pare siano state al momento accantonate. Il documento di indirizzo di fatto renderebbe inapplicabili le innovazioni introdotte dal Dl rilancio in termini di realizzazione di ciclabilità di emergenza nelle città, misure adottate e sperimentate in tutti i paesi europei con condizioni di sicurezza stradale migliori di quelle italiane.

Il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti di cui fa parte Legambiente insieme a molte altre sigle tra cui Salvaiciclisti, Fiab, AMODO, Genitori Antismog, Famiglie senz’auto, Vivinstrada, e altre, chiede che il documento sia ritirato e che siano approvate le norme già contenute nel decreto, aggiungendo in sede di conversione altre misure come il doppio senso ciclabile, rimandando eventuali Linee guida solo dopo una sperimentazione avviata con ANCI per verificare attraverso l’esperienza dei Comuni, quali siano le linee guida necessarie a integrazione della norma primaria.

L’auspico è che questi siano i primi passi di una nuova stagione per la mobilità attiva nelle città e che le misure siano messe a sistema dentro una pianificazione di lungo respiro ma di efficacia immediata. 

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