G7 Ambiente, al centro disuguaglianze e clima

Il vertice ha preso il via ieri a Metz, in Francia. Appello del ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa: “Superare la dicotomia tra economia e tutela ambientale”

L'immagine di un'alluvione in un Paese africano

Aggiornato il 6 maggio alle 13.30
Aggiornato il 6 maggio alle 12.30

Ha preso il via ieri a Metz, in Francia, il G7 Ambiente focalizzato sul superamento delle disuguaglianze sociali, sulla biodiversità e sul clima. Un focus scelto nella convinzione che proprio le disparità sociali tra Paesi, e all’interno di uno stesso Paese, danneggino direttamente l’ambiente e il clima. 

Tra gli interventi nel corso dell’assemblea plenaria c’è stato anche quello del ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa, il quale ha lanciato un appello affinché si favorisca a livello globale il dialogo economia e tutela ambientale nel segno della green economy.

“Credo che la dicotomia tra economia e tutela ambientale che ha caratterizzato il secolo scorso vada superata” e oggi ci siano “tutte le condizioni tecniche, scientifiche e politiche per farlo”, ha detto il ministro citando tra le strategie mirate a uno sviluppo sostenibile proprio quella su cui sta puntando l’Italia. “Dal 2025 – ha dichiarato – in Italia non ci sarà più l’utilizzo del carbone. Siamo un grande Paese industriale e continueremo il nostro sviluppo, ma senza più carbone, dunque uno sviluppo sostenibile”. Dunque, secondo il ministro non è più il tempo di guardare al passato e di “concepire l’economia secondo i vecchi paradigmi produttivistici basati sul carbon fossile e sullo sfruttamento delle risorse, e non secondo la Green economy e le economie circolari”. Chi continua a farlo, ha specificato, appartiene “all’archeologia politica e sarà la storia a travolgerlo e a condannarlo come nemico del Pianeta”.

Sulla lotta ai cambiamenti climatici, Costa ha poi aggiunto: “Tutti i ministri dell’Ambiente presenti sono sintonizzati su questa urgenza e sono stati fatti dei passi in avanti per la tutela della biodiversità e per la lotta ai cambiamenti climatici. Anche i Paesi più timidi, da questo punto di vista, si sono messi al lavoro”. Ragion per cui per il ministro è il momento di “passare ai fatti e ad azioni concrete e coraggiose”. 

A Metz, all’esterno dell’edificio in cui si stanno svolgendo i lavori, non sono mancate le proteste di ambientalisti e cittadini che chiedono un impegno concreto ai governi del pianeta a sostegno di politiche sostenibili e contro i cambiamenti climatici. La speranza è che al termine di questo vertice tutte le potenze partecipanti traducano in azioni concrete almeno parte delle promesse fatte.  

Italia-Francia, intesa per la creazione di un’area ECA nel Mediterraneo

Lunedì 6 maggio, i ministeri dell’Ambiente di Italia e Francia hanno dato notizia di un’iniziativa congiunta per arrivare alla dichiarazione di un’area ECA (a basse emissioni di zolfo e ossidi di azoto) per l’intero Mediterraneo. Obiettivo dell’iniziativa è dare un decisivo contributo alla riduzione delle emissioni in atmosfera derivanti dal traffico marittimo e prevenire i conseguenti impatti dannosi sull’ambiente marino e sulla salute delle popolazioni delle aree costiere. Il tema è stato affrontato in un incontro tra i ministri dell’Ambiente italiano e francese Sergio Costa e De Rugy. Obiettivo condiviso da Italia e Francia è adottare alla prossima Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona – incentrata sulla protezione dell’ambiente marino del Mediterraneo e in programma a Napoli a dicembre – una decisione che impegni tutti i Paesi del Mediterraneo a fare propria questa proposta. Secondo il ministero dell’Ambiente italiano l’Area ECA potrebbe essere operativa dal 2023.

Costa: “Messa nero su bianco importanza dialogo intergenerazionale”

Questa mattina il ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa, intrervenento nel corso dei lavori del G7 Ambiente in corso a Metz in Francia, ha parlato dell’importanza non solo di guardare alle giovani generazioni, ma anche di recepire concretamente ciò che chiedono.

“Nel comunicato finale che chiuderà i lavori di questo G7 ambiente a Metz è stato introdotto un passaggio importante frutto di una nostra iniziativa, e che ci rende orgogliosi. C’è scritto, nero su bianco, che bisogna enfatizzare l’importanza di un continuo dialogo inclusivo tra le generazioni su ogni questione ambientale. Il passaggio è stato inserito all’interno del punto 4, in cui si riconosce l’esistenza di collegamenti tra la protezione dell’ambiente, la crescita economica e le diseguaglianze – ha dichiarato in proposito il ministro -. Si riconosce anche che perdita di biodiversità e degrado ambientale impattano maggiormente sui più poveri e i più vulnerabili. E, in questo contesto, sottolineare l’importanza di tenere vivo e forte il dialogo intergenerazionale è secondo noi un grande risultato. L’iniziativa italiana è stata accolta con grande favore dagli altri Paesi”.

“Sentiamo il grido di allarme che i giovani di tutto il mondo ci stanno lanciando affinché la lotta ai cambiamenti climatici venga condotta con forza e costanza. Hanno ragione ed è nostro dovere agire. Ma non solo: bisogna ascoltarli e tenere attivo il dialogo con la loro generazione e quelle future. Per questo ho fortemente voluto, come Paese Italia, che questo passaggio fosse esplicitato nel testo finale e da ora in poi non sarà più possibile prescinderne”, ha concluso Costa.