Dissesto idrogeologico, in Italia 7,5 milioni di persone vivono in aree a rischio

Un’emergenza cronica per il Paese, costata negli ultimi cinque anni 7,6 miliardi per il risarcimento dei danni provocati dal maltempo

L'immagine di una frana in una località dell'Italia

Secondo i dati di Ecosistema Rischio 2017 in Italia 7,5 milioni di cittadini vivono o lavorano in aree a rischio, mentre negli ultimi cinque anni sono stati stanziati già oltre 7,6 miliardi per il risarcimento dei danni provocati dal maltempo. Stando ai numeri di Rendis Ispra, per interventi di prevenzione del rischio idrogeologico sono invece stati stanziati 5,6 miliardi dal 1999 al 2018. A riproporre queste cifre è Legambiente che a seguito dell’avvio del progetto ‘Proteggi Italia’ ha lanciato un appello al premier Giuseppe Conte

Per l’associazione ambientalista contrastare il dissesto idrogeologico nel nostro Paese significa anzitutto migliorare la qualità dei progetti di difesa alla luce del nuovo contesto climatico e delle direttive alluvioni, acqua, habitat e dotarsi di strumenti adeguati per la loro valutazione e monitoraggio nell’esecuzione e nell’efficacia. Occorre inoltre dare avvio immediato a una politica di delocalizzazione degli edifici più a rischio: interventi che, nonostante segnali incoraggianti legati anche a specifici atti normativi passati, stentano infatti ancora ad essere messi in pratica. Lo stop al consumo di suolo è poi indispensabile per mitigare gli effetti del rischio ed occorre quindi rafforzare e rendere maggiormente cogenti i vincoli di inedificabilità, soprattutto nelle aree a rischio. E, ancora, servono maggiore tutela, rinaturalizzazione e ripristino delle aree di esondazione e dei corsi d’acqua e, infine, interventi di riqualificazione urbana che tengano insieme rischio idrogeologico e rischio climatico.

A fronte del costante peggioramento delle condizioni climatiche, secondo Legambiente non è più rinviabile intervenire anche sul fronte dell’adattamento ad un clima che cambia, con l’obiettivo di salvare le persone e ridurre l’impatto economico, ambientale e sociale dei danni provocati. A tal proposito l’associazione ambientalista evidenzia che sono 437 i fenomeni meteorologici – riportati dalla mappa CittàClima.it – che dal 2010 a dicembre 2018 hanno provocato danni nel territorio italiano e 264 i Comuni dove si sono registrati eventi con impatti rilevanti che hanno provocato oltre 189 vittime e l’evacuazione di oltre 45mila persone a causa di eventi quali frane e alluvioni.