giovedì 29 Luglio 2021

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Dissesto idrogeologico, Costa: “Ci sono 7 miliardi a disposizione”

Il maltempo che ha colpito le regioni del nord-ovest dell’Italia ha richiamato l’attenzione sulla necessità di massicci investimenti per mitigare gli effetti del dissesto idrogeologico. Sul tema è intervenuto oggi a Rai News 24 il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, garantendo che parte delle risorse in arrivo dal Recovery fund verranno investite proprio in questa direzione. Dell’argomento ha parlato anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “I fondi ci sono, in cassa ci sono 7 miliardi a disposizione”, ha detto a 24 Mattino su Radio 24. “Ci sono lacci e lacciuoli di natura amministrativa burocratica che impediscono la spesa – ha sottolineato Costa -; fortunatamente interviene il decreto Semplificazioni per rompere questi meccanismi burocratici e per sveltire le procedure comunali regionali; ma essendo di agosto ha un tempo tecnico di ricaduta materiale”.

A rimarcare la linea è stato anche il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, intervenuto. “Gli effetti del maltempo hanno ancora una volta colpito una delle regioni più esposte al rischio idrogeologico, la Liguria – ha dichiarato -. Attualmente le risorse a disposizione delle Regioni per la difesa del suolo ed il contrasto al rischio idrologico sono notevoli ed ulteriori risorse sono state previste dal Governo nell’ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione e nel Piano per la ricostruzione. Occorre spendere bene e per tempo i fondi disponibili e questo compito spetta alle Regioni, d’intesa con i Comuni, in coerenza con i Piani predisposti dalle Autorità Distrettuali e con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, che sta operando per sveltire le procedure ed offrire agli enti territoriali l’opportunità di avvalersi del supporto tecnico delle società pubbliche di livello nazionale, specializzate nella redazione di bandi, aggiudicazione e progettazione delle opere e di Istituti di ricerca come Ispra. Per migliorare sempre di più l’efficacia e la puntualità degli interventi occorre potenziare al massimo gli uffici tecnici regionali con l’innesto di figure scientifiche specifiche, in primo luogo geologi e ingegneri idraulici. Questo impegno riguarda direttamente le istituzioni regionali che l’ordinamento individua come titolari degli interventi e alle quali assegna poteri commissariali. Non c’è spazio, su questa materia, per astratti proclami. Le risorse che sono disponibili vanno spese ed utilizzate con la piena responsabilità di tutti senza distinzione di colore politico. Una frana, un’alluvione, una valanga non riconosce partiti o colori politici ma si contrasta e si mitiga con il lavoro fatto di azioni operative. Attualmente il livello medio di capacità di spesa delle regioni, relativamente ai fondi annualmente assegnati dal Ministero, si aggira sul 60 per cento. Occorre migliorare, pur consapevoli del fatto che le opere per la difesa del suolo ed il contrasto al rischio idraulico hanno la più alta complessità attuativa di tutto il vasto universo delle opere pubbliche. Questo è uno dei banchi di prova del regionalismo italiano e della modernizzazione della pubblica amministrazione italiana”.

Del tema ha parlato anche Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, rispondendo al ministro Costa che ha parlato di mancata spesa, da parte dei Comuni, dei fondi contro il dissesto idrogeologico. “Se il ministro finalmente, a nome del Governo, intende farsi carico di quello che da anni stiamo sostenendo come associazione dei Comuni, ben venga – ha detto Decaro -. Se invece intende individuare una istituzione sulla quale scaricare le responsabilità sbaglia di grosso. In tutti gli incontri e in tutte le occasioni, l’Anci da tempo sostiene con forza la necessità di varare un piano straordinario per la manutenzione del territorio. Se è questo quello che oggi propone il ministro, noi sindaci siamo pronti a collaborare come, del resto, facciamo quotidianamente ispirandoci ai principi costituzionali di leale collaborazione perché sappiamo che solo sentendoci parte della stessa squadra possiamo salvare questo Paese. Francamente, l’esperienza della struttura del ministero dell’Ambiente ‘Italia Si cura’, interrotta per volontà del Governo nel 2018, mi sembra che stesse con fatica cercando di coordinare gli interventi. Hanno ritenuto che fosse inadeguata? Non ha raggiunto gli obiettivi prefissati? Se si vuole, allora, reimpostare tutto magari puntando sui Comuni, noi siamo pronti. Chi amministra i Comuni è abituato a dimostrare, senso di responsabilità e determinazione nell’affrontare i problemi, soprattutto nei momenti più drammatici. I Comuni sono i principali investitori pubblici in questo Paese, con percentuali di resa ed efficienza incommensurabili rispetto agli altri livelli di governo. Lo misura la presidenza del Consiglio dei ministri, da ultimo nel rapporto di aprile 2020. Oggi, quello che noi rivendichiamo non sono solo finanziamenti ma anche competenze e regole semplificate soprattutto per i piccoli Comuni. Questi ultimi rappresentano un presidio importante per il territorio, sia per la sua integrità che per la sua valorizzazione. Da anni chiediamo di mettere in campo politiche attive per evitare lo spopolamento e per contrastare il dissesto idrogeologico. I ritardi, di cui parla il ministro, si accumulano, come lamentiamo da tempo, nelle fasi che precedono l’avvio dei lavori: erogazione delle risorse, programmazione. Fasi delle quali rispondono le Regioni e i ministeri”.

A questi si aggiunge anche il commento dell’Uncem, l’Unione nazionale dei comuni, comunità ed Enti montani, che si rivolge direttamente al ministro Costa: “I Comuni, Ministro, sanno spendere le risorse che vengono loro destinate. Si può fare meglio e di più, certo, ma dovrebbe sapere bene che il legislatore nel corso degli ultimi anni ha indebolito troppo il sistema di Enti Territoriali. Anche sovracomunali. Torrenti ed ecosistemi non seguono i confini amministrativi. Sappiamo spendere i fondi, ma il suo Ministero eviti di mettere eccessivi paletti e troppa burocrazia nel già complesso ingranaggio”.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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