martedì 1 Dicembre 2020

Disastro ambientale alle Mauritius, l’impegno dei volontari

Sono arrivati da tutto il paese, mettendo a rischio la propria salute per cercare di salvare un patrimonio naturale dal valore inestimabile. I volontari, nelle isole Mauritius, sono accorsi in migliaia nei pressi della barriera corallina di Pointe d’Esny dove la petroliera giapponese MV Wakashio si è incagliata il 25 luglio, cominciando poi a perdere petrolio in acqua il 6 agosto prima di spezzarsi completamente in due la settimana seguente. Da quel momento, circa 3000 tonnellate di petrolio si sono sparse nelle acque cristalline di un angolo incontaminato dell’Oceano Indiano.

I residenti stanno lavorando incessantemente con ogni mezzo disponibile per contenere il disastro ambientale, rimuovendo fisicamente quanto più petrolio possibile anche dalle mangrovie. Intanto, per prevenire la diffusione della chiazza e assorbire il petrolio in acqua, sono state costruite delle barriere galleggianti, composte di paglia, foglie di canna da zucchero essiccate e capelli, donati volontariamente dagli abitanti dell’isola.

 

L’esposizione prolungata agli idrocarburi e alle tossine contenuti nel greggio rappresenta però, oltre a un danno per l’ambiente, anche un serio rischio per la salute umana: cancro, malformazioni fetali, neuropatologie e disturbi del sistema immunitario sono conseguenze possibili. Eppure, i volontari stanno lavorando 24 ore su 24 per ridurre al minimo i danni ambientali, pur non essendo adeguatamente preparati e protetti, senza i corretti sistemi di sicurezza. Il medico di base locale ha dichiarato a The NewDaily di aver curato circa 150 persone che nel corso delle operazioni hanno accusato asma, mal di testa, vertigini, nausea, ferite agli occhi, tagli, graffi o eruzioni cutanee. Non si hanno dati certi, ma con il loro lavoro sono già state recuperate diverse centinaia di tonnellate di greggio.

Ancora non è stato possibile stimare i danni ambientali dell’evento, anche se, secondo alcuni esperti, la natura potrebbe essere più resiliente di quanto possiamo immaginare.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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