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Disastro alle Mauritius, la protesta dei cittadini per la mala gestione dell’emergenza

La protesta più partecipata degli ultimi anni nel paese. Alle Mauritius, sabato scorso, migliaia di persone hanno marciato nelle strade della capitale, Port Louis, per manifestare contro la cattiva gestione delle autorità competenti riguardo all’emergenza ambientale causata dalla nave giapponese Wakashio che si è incagliata sulla barriera corallina il 25 luglio perdendo tonnellate di olio combustibile, un derivato inquinante del petrolio.

I cittadini, carichi di rabbia e insoddisfazione, hanno manifestato vestiti di nero, in segno di lutto, e sventolando le bandiere nazionali, provocando forti rumori con tamburi e clacson. Le critiche dell’opinione pubblica, già contrariata dalla mala gestione del disastro, si sono acuite particolarmente quando è stata presa la decisione di affondare una parte della nave, divisa in due all’interno di un santuario per la fauna selvatica. Un danno senza precedenti per la fauna e per le comunità locali, che vivono di pesca e turismo. Le conseguenze non si sono fatte attendere: trentanove delfini e due balene sono stati trovati morti spiaggiati. Gli attivisti ambientali sostengono che le morti siano state causate dalla fuoriuscita di greggio dalla nave di proprietà giapponese o in maniera indiretta dalle scelte sbagliate delle autorità.

Alla protesta, una donna ha dichiarato a Yasine Mohabuth della BBC: “Sono presente oggi perché vogliamo la verità. Non hanno fatto nulla quando la nave si è avvicinata alle nostre coste. Per 12 giorni non hanno preso iniziative, fino all’inevitabile fuoriuscita di petrolio. Ora migliaia di persone e di marinai ne sono colpiti”.

Il governo, dalla sua, ha promesso di istituire una commissione per indagare nel dettaglio sullo sversamento del materiale inquinante, mentre il capitano della nave giapponese è stato arrestato e accusato di non aver agito rispettando le regole della navigazione sicura.

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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