venerdì 23 Aprile 2021

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Digital divide, dagli Appennini alle Alpi

immagine di cavi per la banda larga

Unicem, l’Unione nazionale comuni comunità enti montani, ha chiesto ai vertici di Infratel e Open Fiber di conoscere con urgenza in quali comuni delle “aree bianche” (delle Alpi e degli Appennini) siano in corso gli interventi per la posa della banda ultralarga (Bul) previsti dal piano nazionale che tocca 7.650 enti. “Le progettazioni e i cantieri – spiega Marco Bussone, presidente di Uncem – ci risulta siano già partite in diversi comuni di tutte le regioni italiane. Non abbiamo però un elenco completo, né un cronoprogramma certo, e molti amministratori locali lamentano carenza di informazione su un piano che consideriamo, insieme agli enti locali, strategico per ridurre il digital divide e aumentare i servizi per la pubblica amministrazione e i cittadini”.

Uncem chiede a Infratel e a Open Fiber, la società composta da Enel e Cassa depositi e prestiti che sta avviando progetti e lavori, un maggior coinvolgimento nel tavolo della pianificazione della Bul e di essere messa a conoscenza, regione per regione, dei modelli di intervento e dei tempi. “Ci risulta un forte ritardo di tutto il piano – prosegue Bussone – che ci preoccupa molto. Il piano Bul usa fondi nazionali ed europei, da rendicontare entro il 2020. Fra tre anni tutti gli immobili devono essere collegati alla fibra o connessi con sistemi wireless, come sancito in sede europea. Abbiamo già dato a Infratel e a Open Fiber la disponibilità a lavorare insieme per spiegare agli amministratori locali il percorso. Il fine ultimo del piano è rendere più smart territori afflitti da un drammatico digital divide. Dobbiamo collegare le sedi della pubblica amministrazione, far dialogare i Comuni, aumentare i servizi digitali, i legami tra pubblica amministrazione e cittadini attraverso smartphone e pc. Digitalizzare è fondamentale per le aree montane”.

Uncem si è opposta al programma Mise, che ha escluso in Italia il raggiungimento con la banda ultralarga di milioni di “case sparse” e ha chiesto che nel piano Bul vengano previsti, con accorgimenti tecnologici a basso costo, interventi su torri radio e tralicci, così da ridurre in un colpo solo anche le carenze della rete tv e della telefonia mobile. “Tutti gli immobili devono essere collegati con la banda ultralarga tramite il modello ‘Ftth’, cioè con la fibra a casa – conclude il presidente di Uncem –  Non accettiamo scarti. E proponiamo che nella seconda fase del piano, quello per le ‘nuove aree bianche’ oggi in consultazione, vengano non solo individuati voucher per incentivare gli utenti all’acquisto, ma vi sia anche un ulteriore ampliamento dell’infrastruttura di rete, così da raggiungere borghi, case sparse, pezzi di territorio non contemplati nei primi tre bandi Infratel vinti da Open Fiber. Solo così vinciamo il digital divide e le sperequazioni territoriali che finora hanno fatto correre il Paese a due velocità”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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